Storia di lupi e di agnelli

di , 30 Gennaio 2008 14:09

 

I miti agnellini erano stanchi di essere vittime dei lupi e di vivere in costante pericolo. Si lamentavano di essere indifesi di fronte alla prepotenza degli aggressori ed auspicavano un mondo più giusto in cui vivere in pace. C’erano, è vero, i pastori ed i cani che provvedevano in qualche modo a difenderli. Ma qualcuno ipotizzava che fossero proprio queste difese a generare le aggressioni perché potevano essere viste come una provocazione che, ovviamente, scatenava la reazione dei lupi. Così, organizzarono una grande assemblea pubblica. Fra gli intervenuti c’erano anche alcuni strani agnelli dalle  orecchie dritte ed appuntite e dal pelo ispido. Ma nessuno ci fece caso; pensarono che si trattasse di una curiosa varietà di agnelli stranieri di passaggio. Si discusse a lungo sulla necessità di trovare una forma di coesistenza pacifica e, per evitare provocazioni, qualcuno propose di eliminare sia i cani che i pastori. I più fervidi sostenitori di questa proposta erano proprio quegli strani agnelli dalle orecchie dritte. Infine venne approvata, all’unanimità, una mozione che impegnava tutti al rispetto reciproco, alla tolleranza ed alla rinuncia a qualunque forma di violenza che implicava la rinuncia a qualunque forma di difesa. Tranquillizzati dall’impegno assunto, gli agnelli tornarono ai loro verdi pascoli. Solo alcuni agnelli si trattennero ancora a discutere sul risultato ottenuto, certi che d’ora in poi la pace avrebbe regnato nella valle.

Ma il loro sogno fu bruscamente interrotto. Un improvviso e lugubre ululato si udì nella valle. Dal vicino bosco, come rispondendo ad un preciso segnale, apparvero decine e decine di quegli strani agnelli dalle orecchie dritte. In breve raggiunsero il gregge ed aggredirono gli agnelli indifesi i quali,  mentre il sangue colorava di rosso il loro bianco mantello, ebbero il tempo di notare che quegli strani agnelli avevano anche dei lunghi denti affilatissimi che dilaniavano le loro carni. Ed ebbero un triste e terribile sospetto. Ma ormai era troppo tardi.

Chi vuol intendere in tenda, gli altri in sacco a pelo.

8 commenti a “Storia di lupi e di agnelli”

  1. Giano scrive:

    Ho l’impressione che la gente, specie dopo gli ultimi attentati, stia cominciando ad aprire gli occhi. Anche se sono ancora in molti quelli che continuano a negare l’evidenza del pericolo islamico e dell’immigrazione senza controllo. Lo fanno per motivi ideologici, perché si arricchiscono con l’accoglienza e con tutto quello che ruota interno all’assistenza (sindacati, patronati, avvocati, mediatori culturali, insegnanti di italiano, informatica, formazione professionale, etc.). E’ gente che per mettersi in tasca un po’ di soldi venderebbe la propria madre; non si fanno scrupoli, quindi, a vendere l’Italia e gli italiani. Spero solo che non sia troppo tardi per fermare l’invasione.

  2. Lentiacontatto scrive:

    Ciao, Quando ero una bambina, mia madre mi diceva: fidarsi è bene, non fidarsi porta bene. Aveva ragione.Certi lupi non mi piacciono, sono falsi e traditori. Si presentano, come nella favola, travestiti da agnellini. In fondo sono dei vigliacchi assassini. Potremmo fare la stessa fine anche noi se si continua con questa politica dell’ accoglienza a tutti i costi. La favoletta che ci raccontano i vari buonisti che integrare questa gente è una ricchezza per noi, non sono altro che falsità.Il popolo bue pensa solo al suo orticello , crede per ora che le disgrazie possano accadere solo al suo vicino di casa. Sbagliato , accadrà esattamente il contrario.I mussulmani hanno il culto della morte violenta, della morte di massa, del mostro umano, persino adorato come se fosse un dio. Però non tutti i mussulmani sono cosi, raramente puoi trovare qualcuno che ama i fiori, le donne,pure il romanticismo. In realtà non credo nemmeno io che sia cosi, ma provo a crederci.

  3. oriana scrive:

    ciao Giano!….quanto tempo! ma è sempre un bellissimo blog il tuo! :-D

  4. Giano scrive:

    Ciao Esp, sì, anch’io sono convinto che siano in molti a non capire, o a far finta di non capire. E faranno la fine di quegli agnellini, lo capiranno quando sarà troppo tardi. Il guaio, purtroppo, è che ne pagheremo le conseguenze tutti.

    Non ho inserito la moderazione nei commenti. E’ uno dei disguidi di Tiscali. Quando si invia un commento, di solito, non appare subito. Lo registra, ma per vederlo bisogna aggiornare la pagina. Tutto normale. Buona giornata e, come cantava Dalla, “Attenti al lupo”. Ma tu non ha bisogno di avvertimenti, sai distinguere molto bene le differenze. Ciao :)

  5. Giano scrive:

    Ciao Ebe, bentornata. Pensavo fossi in vacanza in Polinesia. Anche a me sono simpatici i lupi, ma l’importante è non confondere i ruoli e sapere chi abbiamo di fronte. Ultimamente si fa un po’ di confusione e le conseguenze possono essere molto gravi. Questa volta, invece che scrivere un post lunghissimo, come mi capita spesso, ho preferito ricorrere ad una favoletta per dire le stesse cose, ma in poche righe. Tanto per cambiare. Il fuoco è acceso? Allora non preoccuparti dei lupi, goditi la neve, se c’è, il calduccio e poi…tornerà la primavera. Buona giornata :)

  6. esperimento scrive:

    Hai messo i commenti in moderazione?

  7. esperimento scrive:

    Temo saranno in tanti a dormire nel sacco a pelo, salvo poi lamentarsi di essere stati confinati lì, invece dell’intender… ;)

    Bellissima metafora e soprattutto bellissima immagine

  8. Ebe scrive:

    Incerta se in-tenderla come parabola messianica o storiella zen o esposizione etologica, dico che mi stanno a cuore gli agnelli ma ho molta simpatia per i lupi.Quelli veri e dignitosi.

    Non foss’altro per la fatica che devono fare per guadagnarsi la vita ogni giorno.

    :)

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