Mandateci un po’ di immigrati.

di , 7 Settembre 2007 10:38

Il ministro Amato ha lanciato l’allarme sicurezza, auspicando una lotta più seria e severa a tutte le forme di delinquenza, di degrado e di criminalità, specie nelle grandi città, in gran parte dovute al massiccio arrivo di immigrati (ma non solo), e prospettando quella "tolleranza zero" che tanto ha fatto imbestialire la solita sinistra radicale che, invece, sui conflitti sociali ci campa da sempre, sfruttandoli a fini propagandistici e di ricerca del consenso. Non per altro vogliono dare la cittadinanza, ed il diritto di voto, a tutti gli immigrati dopo appena 5 anni. Mica per niente il ministro rosso Ferrero (ma non ha niente a che fare con i cioccolatini) si definisce "ministro degli immigrati" e di recente li ha pubblicamente incitati a scendere in piazza per rivendicare diritti e rovesci di vario tipo: diritti per loro, per noi solo rovesci!  Già il fatto che un ministro dell’attuale Governo inviti una parte della popolazione a scendere in piazza a manifestare la dice lunga sullo stato di totale confusione in cui versa questa coalizione. Ma non infierisco oltre. Già se le stanno suonando di santa ragione fra loro stessi. Lasciamoli fare.

Bene, cercavo in rete alcuni dati e informazioni sull’immigrazione e mi imbatto in questa pagina: http://www.neodemos.it/index.php?file=onenews&form_id_notizia=112

E’ un breve riepilogo di uno studio di previsione dell’impatto demografico dei flussi di immigrazione in Italia, con particolare riferimento alla regione Emilia Romagna.

Posto che, come è risaputo, a causa del sostanziale pareggio fra nascite e decessi, l’Italia ha un incremento demografico tendente a zero, secondo questo studio la soluzione del problema è proprio l’immigrazione, grazie al fatto che proliferano come conigli e, quindi, contribuiscono alla crescita della popolazione.

Secondo queste previsioni, nel giro di un decennio, tale crescita porterebbe ad un aumento di circa un milione di persone, circa un quarto dell’attuale popolazione dell’Emilia Romagna. Ed il problema demografico è bello e che risolto.

Il che significa che, se questo trend si applicasse all’intera Italia, nel giro di un decennio, un quarto della popolazione italiana sarebbe costituita da arabi e africani. Oh, che bello!

Già adesso, che sono quattro gatti, ne combinano di cotte e di crude, e a metà cottura. Fuguriamoci cosa succederebbe se fossero un quarto della popolazione. Eppure, sempre secondo i nostri esperti, tale situazione è positiva ed auspicabile. Affermano, infatti: " In tale regione e in generale nel centro-nord sono in atto processi di rivitalizzazione delle dinamiche e delle strutture demografiche, dovuti in larga misura al fenomeno dell’immigrazione, che, oltre a sostenere la demografia nei termini che si sono visti, sostiene fortemente anche l’economia." Oh, che bello (bis)!

Ma c’è di meglio (o di peggio, dipende dall’angolo visivo). Ho sempre pensato che i gravi problemi del sud Italia (e della Sardegna in particolare) sia in termini di sviluppo economico, sia di progresso sociale, fossero dovuti all’incapacità dei politici, alla corruzione dilagante, alla criminalità organizzata, agli sprechi del denaro pubblico, ad un insieme di cause complesse che ne frenano lo sviluppo. Sbagliavo. La causa è un’altra e ce la spiega sempre questo studio. Ecco cosa dice: "La fecondità ancora declinante, la scarsa presenza dell’immigrazione straniera, il deflusso migratorio ancora consistente verso il centro-nord, la prospettiva di un invecchiamento in progressiva accentuazione, stanno al contrario penalizzando la demografia e l’economia delle regioni meridionali."

Ecco la vera ragione dell’endemico sottosviluppo del sud; la mancanza di immigrazione straniera. In effetti, è vero, in Sardegna ci sono pochi immigrati. Sì, comincia ad arrivare qualche barchetta carica di africani, ma sono ancora pochi, è una "modica quantità". Alla luce di queste illuminate rivelazioni non ci resta che auspicare che presto arrivino decine di navi cariche di arabi ed africani. Così, finalmente, risolveremo, una volta per tutte, i nostri problemi demografici ed economici! Ora, se queste cose le dicesse Boicheddu Bruquittu al bar dello sport di Trescagheras, poco male. Ci si fa una risatina sopra, beviamoci su, e tira a campare. Ma se queste affermazioni le fanno due studiosi, presumo autorevoli, dell’università di Pisa, allora la questione è grave ed è sintomatica di quel culturame tanto caro alla sinistra, di cui si nutre il mondo della cultura e dell’informazione, che non solo tende a favorire ed incrementare il flusso di immigrazione, possibilmente senza alcun controllo, ma vuole addirittura convincerci che sia la soluzione ai nostri problemi demografici ed economici.

Questi sono pazzi, pazzi da legare. Ed il bello (anzi, il brutto) è che hanno anche chiuso i manicomi…

Nota

Come si può vedere dal grafico sotto, la presenza di immigrati in Italia era sostanzialmente stabile (intorno alle 900.000 presenze), con piccolissime variazioni, fino agli anni 1995/’96. Proprio a partire da quegli anni si è cominciato a registrare un costante incremento dell’immigrazione che, nel giro di dieci anni, ha portato il numero degli immigrati da 900.000 agli attuali oltre 3 milioni; quelli censiti, senza contare, ovviamente, quelli non rintracciabili e non identificati. Un incremento del 300%. Sarà un caso che questo incremento è cominciato proprio durante il precedente Governo di centro sinistra con a capo ancora Prodi? Ma sì, deve essere solo una fortuita coincidenza. O no?

 

N.B.

Nel numero delle presenze totali sono compresi, come si vede, anche quelli "comunitari", che vengono considerati "immigrati", ma che in realtà sono lavoratori presenti in Italia, e provenienti da Germania, Svezia, Danimarca, Lussemburgo, ed altri Paesi europei, per motivi di lavoro. Non credo che si possano considerare come "immigrati" dei cittadini del Lussemburgo. Tali presenze, mediamente circa 150.000 negli anni 1992/’95, andrebbero detratte, quindi, dal numero totale, circa 900.000 dello stesso periodo. Il numero degli immigrati "extracomunitari", ancora nel periodo precedente al 1997, si attesta, quindi, intorno ai 750.000.  Il che fa salire ancora vertiginosamente la percentuale di incremento dell’immigrazione negli ultimi dieci anni che, verosimilmente, è compresa fra il 400/500%.

2 commenti a “Mandateci un po’ di immigrati.”

  1. Giano scrive:

    Sì, ci sono anche interessi economici, oltre alla propsettiva di incamerare qualche milione di voti, che fanno sempre comodo. Ma dietro c’è anche altro. Nessuno dice, per esempio, che ci sono delle associazioni che prestano assistenza agli immigrati clandestini, specie se minorenni. E per questa assistenza prendono dallo Stato circa 30 euro al giorno. Basta avere dei locali per accoglierne una decina, giusto piazzare delle brande e dargli vitto e alloggio e diventa un affare. E non è tutto qui, ovviamente. C’è di peggio.

  2. Lara scrive:

    sono pienamente d’accordo…

    ma evidentemente nel sostenere un “invito” così esplicito e quasi pressante ci sono dietro non solo l’idea di solidarietà e accoglienza…ma i soldi.

    come sempre.

    altro che “siamo tutti uguali”.

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