Il trucco c’è, ma non si vede.

di , 3 Settembre 2007 21:16

L’informazione oggi sta diventando una specie di giochino, un curioso passatempo quotidiano in cui le menti più sveglie,  che non si limitino a prendere tutto per oro colato, possono esercitarsi a cercare di "leggere fra le righe" dell’informazione per cercare di capire cosa c’è dietro. In alcuni casi la dietrologia, quando applicata a fatti lontani nel tempo, può essere un esercizio sterile, ma se fatto in tempo reale sull’informazione quotidiana può aiutare a capire quale sia la sottile e spesso subdola logica che regola la scelta delle notizie e, soprattutto, il modo di porgerle. Se non si fa attenzione a questi trucchetti della comunicazione si finisce inevitabilmente per essere condizionati da coloro che usano l’informazione per creare la cosiddetta "opinione comune". Gli esempi di questo uso distorto, e spesso intenzionale, dell’informazione sono tanti e tali che  ci si potrebbero scrivere decine di libri. Non per niente oggi è diventata una vera e propria "Scienza della comunicazione" che si studia in corsi universitari.

Da un lato abbiamo, quindi, degli specialisti in comunicazione i quali, conoscendone a fondo i meccanismi, possono sfruttarla nel migliore dei modi, dall’altro abbiamo il pubblico che, non essendo a conoscenza di tali meccanismi, può essere facilmente condizionato. Il classico esempio di sfruttamento dei meccansmi comunicativi è la pubblicità. Ma lo stesso meccanismo viene usato, con la stessa efficacia, in altri campi, dallo sport alla cultura, dall’arte alla politica. Diventa allora essenziale, giusto per non essere del tutto indifesi, cercare di limitare i possibili danni prendendo delle precauzioni.                  

Non è necessario adottare chissà quali strani e complicati accorgimenti, basta spesso chiedersi il "Perché?" di una certa notizia ed il perché viene data in quel modo, in quel momento, in quel contesto, anzichè in un altro. Se non si è abituati a "leggere" la realtà in questa maniera critica può risultare impegnativo all’inizio, ma con un po’ di esercizio, alla fine, diventa naturale, spontaneo, immediato. Non costa nessuna fatica, ma ci aiuta a difenderci da quelli che si usa definire "persuasori occulti" che oggi, in tempi di eccesso di comunicazione, possono condizionare enormemente l’opinione comune e determinare le nostre scelte economiche, culturali, politiche, i consumi, lo stile di vita e la stessa organizzazione sociale. Com’è evidente, non si tratta di un aspetto secondario del nostro vivere, non è una curiosità per perditempo che cercano il pelo nell’uovo. E’ un aspetto fondamentale che può condizionare l’evoluzione di un’intera comunità, di una nazione, può, di conseguenza, influire sui rapporti internazionali, può determinare lo sviluppo ed il progresso umano, in senso positivo o negativo. In fondo è semplicemente quella sorta di "Grande fratello", di controllo globale delle menti ipotizzato da Orwell.

Quello che, invece, bisognerebbe notare è che quando si parla di "Grande fratello" si ha la sensazione di riferirsi sempre a grandi manipolazioni e intrighi internazionali, a giochi di potere economico e politico ad alto livello. E questo è l’errore fatale. Le grandi manipolazioni del pensiero non nascono mai come tali. Non esiste ancora, per fortuna, qualcuno che si affacci al balcone e parli, in diretta ed a reti unificate, a tutto il mondo. No, esistono piccoli balconcini, piccole reti, piccoli giornali, piccole associazioni, piccoli uomini che, nel loro "piccolo" danno un "piccolo" contributo a creare la grande manipolazione delle idee. Non dobbiamo guardarci dai grandi manipolatori, ma da quelli piccoli; quelli che abbiamo intorno, quelli a cui non facciamo caso perché li consideriamo attendibili e non pericolosi,  quelli che ci parlano dalla TV, quelli che, da giornalisti, sembrano limitarsi a leggere le notizie del giorno, quelli che, da esperti, ci forniscono i consigli quotidiani, quelli che, da tuttologi o pseudo intellettuali, esprimono le loro opinioni nei vari salotti TV, quelli che sembrano avere sempre la risposta giusta a tutti i mali del mondo, quelli che sulla stampa riferiscono i fatti e le notizie del giorno interpretandoli a modo loro, quelli che usano l’informazione per fare "formazione" dell’opinione pubblica. Da questi dobbiamo guardarci e prendere le dovute precauzioni, perché quella che chiamano informazione è sempre più simile ai giochini degli illusionisti, c’è sempre il trucco. Ma solo gli esperti riescono, e non sempre, ad individuarlo, perché spesso è così abile che nemmeno gli addetti ai lavori riescono a scoprirlo. Il trucco c’è, ma non si vede.

Continua, forse…

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