La banda dei "Senza vergogna"

di , 21 Febbraio 2007 09:08

Ieri sera, a Otto e mezzo di Ferrara, si parlava del nuovo "Partito democratico" e della imminente presentazione ufficiale con il manifesto costitutivo. Sostanzialmente nasce dalla fusione degli ex/post comunisti marxisti-leninisti con gli ex/post democristiani cattolici di sinistra. Il che è tutto dire! Basta ricordare che per 50 anni sono stati irriducibili avversari con idelogia e politica difficilmente conciliabile. Ora, invece, anch’essi forse "pentiti", tanto ormai è di moda pentirsi, vanno a braccetto, baci e abbracci, volemose bene, e facciamoci un nuovo partito, tanto uno più uno meno…

Ma non tutti sono d’accordo. Il correntone DS, che sarebbe la "sinistra" della sinistra", ma non abbastanza a sinistra come i comunisti (!?) non ci sta. Anche all’interno della "Margherita", qualcuno nicchia. Mentre è favorevole l’ala "sinistra" dei moderati centristi, non è proprio convinta l’ala "destra". Allora, tolta l’ala destra del "Centro" e l’ala sinistra della sinistra, sono favorevoli al nuovo partito l’ala sinistra del centro e l’ala destra della sinistra!!! Chiaro? No? Beh, non prendetevela con me, non l’ho capito nemmeno io e, forse, nemmeno loro. Ma una cosa è certa. Se questi per 50 anni se le sono suonate di santa ragione e adesso vanno d’amore e d’accordo viene un dubbio. O gli ex/post comunisti non erano comunisti, oppure gli ex/post democristiani non erano democristiani.

Il che significherebbe che per 50 anni, comunisti e democristiani, hanno preso per il culo gli italiani. Oppure sono tutti affetti da una forma di amnesia totale che genera uno stato di confusione mentale e grave crisi d’identità. Ma siccome le due ipotesi non si escludono a vicenda è probabile che siano valide entrambe. Ma non c’è niente di strano, anzi…

Ricordiamo che Veltroni ha dichiarato di non essere mai stato comunista. D’Alema si definisce liberal e Fassino ha detto di essere cattolico e di essersi iscritto al vecchio PCI. da giovane, per combattere il comunismo. C’è poi una folta schiera di "pentiti" che da giovani erano più comunisti dei comunisti, quelli di Lotta continua, Prima linea, Potere operaio e che oggi, sono tutti ben sistemati in importanti ruoli nel giornalismo, nella politica, nella scuola, e che inequivocabilmente possono essere definiti "borghesi". Quando si dice la coerenza…

Breve intervista, andata in onda ieri, fatta da "Le iene", al regista Mario Monicelli. Domanda: "Per chi vota?" Risposta: "Per Rifondazione comunista". Niente di nuovo, molti registi e uomini di spettacolo sono di sinistra. Perfino il nobile Visconti si diceva comunista. Anche il miliardario Briatore ha detto di essere di sinistra. Ma allora, se tutta questa gente, che non sono proprio dei poveracci, è di sinistra, quelli di destra chi sono? Boh!?

C’è qualcosa che non quadra in questa storia. Ma ciò che mi ha lasciato sorpreso, in quei pochi minuti che ho seguito il programma di Ferrara, è una breve anticipazione dei temi e principi fondanti del manifesto. Ci hanno lavorato in dodici "saggi". Ci si aspetta, quindi, chissà quale capolavoro. Bene, uno dei principi contenuti nel manifesto, che si apre con la frase "Noi amiamo l’Italia", o qualcosa del genere (chissà quanto sforzo creativo ha richiesto ai saggi…), è il riconoscimento della meritocrazia che deve garantire a chi ha capacità e meriti di poter emergere, ma…"senza dimenticare l’uguaglianza, in modo che nessuno resti indietro".

Già, oggi va di moda parlare di meritocrazia. Anche i sindacati ormai ne riconoscono l’importanza e la rivendicano nei loro programmi. La cosa curiosa è che proprio loro, per 50 anni, hanno perseguito esattamente l’opposto, l’omologazione generale. Ma anche loro, forse, soffrono di amnesie. Ora, provate ad immaginare una società in cui i migliori emergano, ma i peggiori non restino indietro. Come è possibile che qualcuno arrivi per primo senza che gli altri restino dietro? Un bel problemino, vero? In confronto il vecchio paradosso di Achille e la tartaruga è un giochino da ragazzi. Ma questi "saggi" evidentemente hanno la soluzione.

Facciamola breve. Quello che mi fa perdere le speranze in un futuro migliore è constatare che mai nella storia dell’Italia, ma neanche di altri Paesi, si era vista una simile accozzaglia squinternata di politicanti. Non mi preoccupano le loro riforme, mi provoca indignazione vedere quanta stupidità ci sia al potere. Perché di questo si tratta, semplice stupidità. Lo stesso tipo di stupidità dilagante che ormai imperversa su tutto, sulla politica, sull’informazione, sulla cultura, sui mass media. E’ una vera epidemia.

Cos’è la stupidità? Se si vuole ironizzarci sopra si può leggere un bel libretto di Carlo M. Cipolla "Allegro, ma non troppo". Per me, in sintesi, è la mancanza di logica. E la politica è, per sua natura, priva di logica. E’ il campo in cui si afferma tutto ed il contrario di tutto e la validità delle idee e delle proposte è dettata unicamente dalla convenienza per sé o per il proprio gruppo di appartenenza. Ciò che ci conviene è giusto, ciò che non ci conviene è sbagliato. Tale modo di far pollitica è ulteriormente aggravato dal fatto che, giusto per fini di raggiungimento del consenso, si promette tutto a tutti, tentando di salvare capra e cavioli e di avere la botte piena e la moglie ubriaca.

Se così non fosse, come sarebbe possibile assicurare il riconoscimento della meritocrazia ed, al tempo stesso, garantire l’uguaglianza affinché nessuno resti indietro? Questa potete chiamarla come vi pare, ma non è altro che stupidità bella e buona. Eppure sono certo che troveranno la maniera di presentarla come una grande innovazione, una "riforma" della società proposta dai nostri strani ibridi politici nati dall’unione contro natura fra comunisti pentiti e cattocomunisti in crisi d’identità. Ma non ci troveranno niente di strano. Ormai questa sgangherata coalizione dove tutti sono contro tutti e che è al Governo, ma scende in piazza contro il Governo, è capace di tutto. Si contestano da soli. Fanno maggioranza e opposizione, tutto in casa. Non c’è una questione sulla quale siano d’accordo. Ciò che va bene ai moderati non va bene alla sinistra estrema e viceversa. Dalle riforme all’Afghanistan, dai Pacs o Dico alla TAV, dalla riforma delle pensioni alla base di Vicenza. Fateci caso, se va bene a Diliberto non va bene a Mastella, se Rutelli approva, Giordano protesta.

E Prodi? Beh, per lui va tutto bene, sempre, purché resti al Governo. Disse Rutelli in campagna elettorale, quando già erano evidentissime le divisioni profonde fra gli alleati, che l’unica cosa che li teneva uniti era l’antiberlusconismo. E’ stato uno dei pochi momenti di lucidità e di onestà del bello guaglione. Noi, in verità, l’avevamo già capito. Il bello è che questa sgangherata e pittoresca coalizione dove tutti sono contro tutti, l’hanno chiamata "Unione"! Più propriamente avrebbero dovuto chiamarla con il nome di una vecchia band di Renzo Arbore: "I senza vergogna".
Riferimenti: ( Torre di Babele)

8 commenti a “La banda dei "Senza vergogna"”

  1. esperimento scrive:

    Che foto simpaticissima :) !!

  2. ariela scrive:

    Non che abbia capito molto, ma “meritocrazia” mi piace da matti. Io voglio tanta meritocrazia, a chi devo chiederla?
    Un abbraccio Giano, take it easy.

  3. X sibillasi scrive:

    ! D’Alema?UOMO D’ONORE “è”.Nè

  4. sibillasi scrive:

    E ora vediamo se d’alema è un uomo d’onore per davvero…

  5. sibillasi scrive:

    Speriamo che il governo prodi non cada. Nessuno fa cose così di destra come loro….

  6. lore scrive:

    Eh caro Giano, purtroppo è da un pezzo che ci sono ‘sti cattolici in crisi di identità. Se è ancora colpa dello “spirito del Concilio”, mi se che prossimamente dovrò vaccinarmi ^^

    Buona serata

    Lore

  7. falivenes scrive:

    …bello il cappellino blu con la banda rossa(ridi Giano, che io a te ci tengo, non farti cattivo sangue!)

  8. falivenes scrive:

    …Qui ci sarebbe da fare un’ulteriore analisi di dove e di chi sarebbero i coglioni ma sorvolo per avvisarti che:il Governo è in agonia( da ‘stamattina dopo la votazione per la politica estera 158 voti a favore sui 160 dovuti!!!) Evvai D’Alema, BELLA SFIDA!!Ora mantieni quanto detto ieri e andate tutti a casa che si rivà alle urne.Giano preparati io domani consegno la domandina come presidente di seggio(questa è la nostra vita, questa l’Italia nostra)Un saluto grande Giano!Sà

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