Il film di Natale…

di , 18 Dicembre 2006 05:15

Puntuali, come le scadenze delle rate, sono arrivati nelle sale cinematografiche gli immancabili film natalizi. Sono tre: Natale a New York – Olè – Commedia sexy. I primi due sono nati dalla scissione della collaudata coppia De Sica-Boldi ed il terzo è una novità con un interprete inusuale: il conduttore televisivo Paolo Bonolis. Non vedrò nessuno dei tre, ma ne parlo perché il solito Marzullo ha dedicato a questi film una puntata del suo "Cinematografo".

Prima osservazione. Il critico cinematografico Gian Luigi Rondi ringrazia Vanzina per avergli mandato a casa la cassetta del film. Il che, contrariamente ai comuni mortali, gli consente di vederselo tranquillo in poltrona, senza doversi spostare, fare la fila al botteghino e… gratis. In realtà anche se andasse al cinema non pagherebbe perché di sicuro in possesso di tessera stampa, come critico cinematografico. Ora capite perché molto difficilmente sentite i critici, di vario genere, parlar male di un film, di un libro, di una mostra, di un concerto o di un’opera teatrale.

A proposito… Mi viene in mente che ultimamente, fateci caso, quasi tutti coloro che vengono intervistati dalla TV appaiono avendo alle spalle una grande e fornita libreria. Pensate che sia casuale? Ingenui… Secondo i dati sui consumi degli italiani riferiti allo scorso anno, ma non ricordo da chi, c’è stato un aumento del 20% delle vendite di libri. Un caso? Un improvviso risveglio di interesse per la cultura? NO. Se tutti gli intervistati si mostrassero avendo alle spalle dei bei quadri d’autore, ci sarebbe un pari incremento del 20% nella vendita di opere d’arte. E’ quella che si chiama comunemente "Pubblicità occulta". Ma nessuno ci fa caso. E poi, una volta tanto, se serve a diffondere la lettura ben venga. Piccolo e non trascurabile dettaglio che forse non tutti sanno: la maggior parte dei libri che vedete in quegli scafali, dietro i soliti critici, opinionisti, giornalisti e letterati in genere, non sono acquistati da loro; gli vengono inviati gratuitamente dalle case editrici o dagli autori. Punto!

Seconda osservazione. Questi film vengono sempre presentati come "Film di Natale". Il che vuol dire che sono prodotti confezionati ad hoc per le feste. La cosa è abbastanza inquietante. Mi sembra di vedere una gran massa di gente che a Natale è in attesa che gli si dica cosa deve fare e, soprattutto, cosa deve acquistare. Sull’altro versante una ristretta cerchia di "produttori" di vario genere che ti dicono esattamente quale sarà il tuo programma per le festività, cosa bere, cosa mangiare, cosa regalare, come vestirsi e…quale film vedere. Poco ci manca che ti mandino direttamente a casa un bel pacco "Natale 2006: istruzioni per l’uso", con allegato panettone, spumante da quattro soldi, regali consigliati e…film di Natale. Devi solo scartare il pacco e seguire le istruzioni.

Ma la seconda indicazione di questi film è che vengono definiti come "Un film per tutta la famiglia". Che significa? Vuol dire che tutti gli altri film prodotti durante l’anno non sono film per tutta la famiglia? Sono film per single, per vecchie zitelle, per separati e divorziati? O sono film riservati ai mariti, alle mogli, alle suocere, agli zii, alle colf, alle badanti? Ci sono anche film per le comari? Ci sono film riservati al parente scemo, quello che nessuno vuole in casa, così lo mandiamo al cinema e siamo tutti tranquilli? Significa che se io sono solo e volessi vedere il film non posso andarci? Devo prima trovarmi una famiglia per poterlo vedere? E se non ce l’ho posso prendere una famiglia in affitto? Va bene anche una coppia di fatto, visto che oggi vanno di moda, o bisogna aspettare che approvino i PACS? Vuol dire che per poter vedere il film deve andarci tutta la famiglia al completo, compresa la nonna paralitica, il cane Pippo ed il canarino Piupiu? Soliti luoghi comuni e modi di dire. Già, ma è su questi luoghi comuni che è basata gran parte della comunicazione attuale. Se ci si sofferma un attimo a chiedersi il senso logico di gran parte dei discorsi che sentiamo fare in TV o che leggiamo sulla stampa ci rendiamo conto che non hanno alcun senso logico. Sono dello stesso tipo di "Un film per tutta la famiglia".

Terza osservazione. Quasi tutti coloro che hanno visto "Commedia sexy" si dicono sorpresi di aver scoperto in Paolo Bonolis delle ottime qualità di attore, insospettabili nel bravo conduttore televisivo. Questo giudizio mi conferma quanto penso da tempo: tutti coloro che gravitano attorno al mondo dello spettacolo, a vario titolo, sono talmente immersi in quell’ambiente che non riescono ad estraniarsi e guardare quel mondo per quello che è. Lo vedono costantemente per quello che appare e viene presentato dalla stampa e dalla stessa TV. E’ un continuo "citarsi addosso" in cui i ruoli sono perfettamente assegnati ai vari interpreti e la regola generale è che "sono tutti bravissimi". L’importante è che siano "riconoscibili" nel loro ruolo. Così Bonolis è un conduttore, Carmen Consoli è una cantante, Bisio è un comico, Alba Parietti è una showgirl, Alberoni è un sociologo, Cacciari è un filosofo, Santoro è un giornalista, Pecoraro Scanio è un politico, Mughini è un opinionista, Suor Paola è una suora laziale, Don Mazzi è un prete opinionista, Platinette è…boh, questo non si è ancora scoperto. Insomma, l’importante è che ognuno si attenga al proprio ruolo. Così anche Bonolis è per tutti un conduttore televisivo. Bravo, simpatico, colto, la battuta pronta, disinvolto etc…

E nessuno sembra notare che Bonolis, avendo assimilato benissimo i tratti caratteristici della commedia all’italiana, non fa altro che recitare continuamente, imitando modi, frasi, battute, gesti e comportamenti dei classici mostri sacri, da Totò a Sordi, da De Filippo a Frassica. Certo, per notare queste citazioni bisogna, ovviamente, conoscere le fonti alle quali attinge. Ma chi ha una buona conoscenza della commedia all’italiana e dei suoi maggiori interpreti, noterà facilmente che Bonolis è una continua citazione di cose già viste e sentite. Lui recita, continuamente. Ma siccome sa di non essere all’altezza dei maestri, ha preferito fare il conduttore TV invece che l’attore. Ma non ha niente di meno di tantissimi attori che pensano di essere e di fare gli attori e che, invece, non sono che pallide imitazioni di ciò che vorrebbero essere. Gli esempi non mancano, specie fra i comici. Quelli che invece pretendono di fare gli attori drammatici spesso…fanno ridere. Così come molti che pensano di fare i comici e fanno…piangere. Bizzarrie dello spettacolo.

Quarta osservazione. Una volta c’erano i primi attori, i protagonisti, e poi c’era uno stuolo di caratteristi, normalmente bravi e che erano quasi specializzati nei loro ruoli. Pensiamo a Castellani, ottima spalla di Totò. Pensiamo ai vari Mario Carotenuto, al Pietro De Vico che caccagliava, al giovane Carlo delle Piane ed il suo nasone, ad un muratore prestato al cinema come Tiberio Murgia, preso letteralmente dalla strada per far parte del cast de "I soliti ignoti" e, benché fosse sardo, interprete inimitabile per decenni del classico siciliano geloso. Pensiamo al bravissimo Carlo Croccolo, sempre in ruoli di secondo piano, ma spesso fondamentali. E ancora Carlo Campanini, ottima spalla di Walter Chiari in tantissimi scketch. E come non citare il grande Gianni Agus il quale solitamente faceva da spalla, ma con una tale bravura e professionalità che riusciva ad esaltare la bravura del protagonista, fosse Paolo Villaggio o De Filippo, con una conoscenza perfetta dei tempi teatrali e dell’arte del porgere la battuta nei modi e nei tempi giusti.

Ma anche a delle donne bravissime nei loro ruoli di eterne comprimarie e caratteriste, da Tina Pica ad Ave Ninchi. Eppure nessuno di questi personaggi ha mai pensato di fare il primo attore, il protagonista. Si limitavano a svolgere il loro ruolo, in secondo piano, ma sempre ad alto livello. Tutti personaggi che, a buon titolo, possono essere considerati "protagonisti", sia pure a livelli diversi, della commedia all’italiana e del cinema comico in generale. Gli altri, i grandi, li conosciamo tutti; Gassman, Tognazzi, Manfredi, Sordi. Ma ancora prima c’erano i Fabrizi, De Filippo, Totò, Macario… Sicuramente dimentico qualcuno, ma pazienza.

Bene, erano, tuttavia, ruoli ben distinti, un po’ come i nomi nelle locandine: in grande quelli dei primi attori, in caratteri più piccoli quelli degli altri. Poi, man mano che andavano scomparendo i grandi, è successo che i "piccoli" hanno pensato di prenderne il posto e di far scrivere il loro nome nelle locandine a caratteri cubitali. Come se bastasse la grandezza del nome a fare anche la grandezza dell’attore. Così, mentre una volta i caratteristi si limitavano ad interpretare nel miglior modo possibile il loro ruolo secondario, oggi i nuovi caratteristi pensano di essere dei grandi attori, vogliono fare i protagonisti e spesso, in un impeto di autoesaltazione, fanno gli sceneggiatori, gli interpreti ed anche i registi. Fanno tutto loro. Si fanno da soli. E spesso il risultato è che si capisce una cosa sola; che sono fatti!

Quinta ed ultima osservazione. Per quanto mi riguarda non riceverò pacchi con le istruzioni per le feste, non berrò lo spumante, né mangerò il panettone. Preferisco una buona malvasia o una vernaccia invecchiata e qualche dolcetto sardo. Ma soprattutto…non vedrò il "Film di Natale". Anche perché se devo andare al cinema a vedere recitare dei cani, tanto vale che resti a casa e mi guardi Ciccio. Anche Ciccio è un cane, un bastardino piccolo e nero, ma è simpatico, giocherellone, modesto e non si dà arie da grande attore. Buone feste. Anzi… " BUON NATALE " 
Riferimenti: ( Torre di Babele)

8 commenti a “Il film di Natale…”

  1. Giano scrive:

    Grazie a voi. Sapere che condividete la mia impressione mi consola.
    Vuol dire che non sono proprio fuori di testa.
    Buon Natale…

  2. sibillasi scrive:

    Questa cosa del film di Natale è agghiacciante. Di solito il film di Natale è la peggiore boiata dell’anno. E’ studiata tutto l’anno per gente demente. E come direbbero a Roma, mi fa specie pensare che la massa di imbecilli che si muove a Natale verso le sale cinematografiche sia enorme. Come dire che di gente senza cervello ne abbiamo una quantità industriale….

  3. kylewead scrive:

    Vorrei poter anch’io avere un cane da guardare. Purtroppo, nonostante riesca a perdermi i film di Natale, non mi è possibile evitare di incontrare conoscenti o presunti amici che a quello stile di vita e soprattutto di pensiero si ispirano. Col conseguente, inevitabile, decadimento di un momento, quale dovrebbe essere il Santo Natale, di riflessione. Per fortuna che ritrovo anche persone, pochissime, lontane ma assai care come i miei familiari e i miei veri amici. Queste sono le mie feste. Il resto non lo considero nemmeno, mi è del tutto indifferente e non lo vedo. Come in un neglect (scusami, ma risento ancora dei postumi dell’esame di Neurologia, sostenuto poche ore fa). Ciao Giano, stammi bene

  4. Stef/Card scrive:

    Ciao GIANO,

    sono ritornato..
    non mancherò di leggerti

    missei mancato

    Cius

  5. laracchia scrive:

    Se quelli che propongono sono film, io sono Miss Italia!
    Voglio tornare bambina, quando restavo incantata guardando i film, adesso non riesco più a seguirli, sono tutti uguali, non sanno recitare, poi le storie fanno ca…e!!
    Film per la famiglia? I miei figli mi sputerebbero in faccia se dovessi portarli a guardare cose del genere, anche loro odiano questi film demenziali, mi sono sempre chiesta… ma chi sono questi polli che pagano per andare al cinema a guardarli?
    Boh!
    Buonanotte Giano

  6. Nenè scrive:

    Devo prima trovarmi una famiglia per poterlo vedere?
    E se non ce l’ho posso prendere una famiglia in affitto?
    Non puoi e a cinema non ci vai e i film di natale per famigliole felici non te li vedi(anche perchè non perderesti nulla)ti puoi consolare con la pubblicità del mulino bianco… papà mamma e un maschietto e una bimba tutti belli, biondissimi e rigorosamente felici, ben vestiti e felici nella loro casetta ben vestita(sìssì pure quella!)e felice tra mucchi di pane felici e biscotti allegri e felici che non vedono l’ora di essere mangiati.Ti faccio una proposta vieni da me a Roma e ti prometto che ti divertirai e niente cinema per natale.Un po’ di sano teatro e robuste tavolate italiane e ci sarà il presepe(dueee!).
    Bacio e sì alla faccia dei musulmani:-)

  7. esperimento scrive:

    P.s. se non dovessi fare in tempo ricambio gli auguri di Buon Natale (e anche Buon S. Stefano ;D)

  8. esperimento scrive:

    Penso che comincerò ad andare al cinema dopo gennaio ;)

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