Il superfluo e l’essenziale

di , 30 Settembre 2006 10:44

Questi giorni si stanno svolgendo a Milano le sfilate di moda dei nostri migliori stilisti. Non c’è TG che non ci mostri queste belle ragazzone che sfilano in passerella con il loro classico ed inconfondibile passo da gallinaceo. Quel modo di camminare, mettendo un piede davanti all’altro e leggermente spostato sull’esterno rispetto al piede che resta indietro è tipico di galline, oche, anatre. Tanto è vero che quel particolare modo di procedere conferisce ai simpatici animali da cortile una andatura leggermente ondeggiante. Ma le nostre modelle non ondeggiano. Dopo anni di scuola durissima riescono a camminare come le galline, ma a procedere dritte. A me sinceramente, a vederle, viene da ridere.

Mi viene da ridere anche a vedere cosa indossano. A prima vista direi che si tratta di una sfilata di costumi da carnevale. Ma poi ci informano che, invece, è la collezione autunno/inverno. Non sono costumi di carnevale, sono abiti che dovrebbero indossare delle persone normali, in pieno possesso delle facoltà mentali. Ed ogni volta mi chiedo chi avrà il coraggio di uscire di casa conciata in quel modo. In qualche caso è difficile anche capire se "indossano" qualcosa. Ormai sembra che le signore, per essere alla moda, debbano andare in giro nude. O, al massimo, indossando un qualche velo trasparente che lasci vedere benissimo giusto un mini reggiseno (quando c’è, ma spesso non c’è neanche quello) ed un perizoma. E lo chiamano abito da sera.

Un profano che non sia particolarmente esperto può, quindi, facilmente confondere un capo che si indossa per andare a letto, tipo baby doll, con uno che si indossa per uscire di casa e partecipare ad una serata importante durante la quale, per la gioia degli occhi, si potrà ammirare in tutto il suo splendore quello che è un capolavoro della natura: il culetto di una bella donna. E senza veli. Anzi, giusto con un delicatissimo velo trasparente che lo rende ancora più sexy. Da ammirare sì, ma con qualche accortezza.

Per esempio, se guardate quel culetto fantasmagorico con troppa attenzione passate per maniaci. Se invece non lo degnate di uno sguardo passate per gay. Ma in quell’ambiente, viste le abitudini diffuse, è più probabile la seconda ipotesi. Ecco perché nessuno ci fa caso e si scandalizza se vede sfilare in passerella due chiappe superaccessoriate e nude. Mi viene in mente una mia vecchia battuta: "Certi stilisti amano vestire le donne perché non amano spogliarle".

E’ curioso invece notare come tutte le reti trasmettano con dovizia di particolari queste passerelle di moda, con la stessa compiacenza con la quale, magari solo un minuto dopo, vi propinano immagini di corpi martoriati, insanguinati, mutilati (chi ha visto anche solo un pezzo dell’ultima puntata di "Anno zero" di Santoro sa di cosa parlo) visi ricoperti di sangue… Sì, tutto sullo stesso piano, modelle seminude e vittime delle guerre. Abiti da decine di milioni e bambini che muoiono di fame. E per completare la promozione di questi "straccetti" firmati si organizzano anche delle serate, feste esclusive alle quali partecipano sempre le stesse persone, quelle che ancora vediamo sempre in TV, sempre le stesse, i fortunati appartenenti a quello strano mondo che sembra non avere niente in comune con le persone normali.

Ma tanto fanno e dicono che alla fine tutti, anche la signora Geltrude che fa la bidella, si sente quasi in dovere di acquistare questi capi "firmati". Non proprio quelli delle sfilate, ma l’importante è che siano firmati. E così anche gli zainetti dei bambini all’asilo devono essere firmati. Viviamo in un mondo firmato, la nostra è una vita firmata, come una cambiale…in bianco. La caratteristica di queste modelle è semplice; devono essere alte e magre. Più sono magre e più valgono. Non vanno a peso, no, nelle modelle più che il "pieno" vale il vuoto! Più sono leggere e più sono pregiate. E fa tendenza, fa moda. Allora succede che tutte le ragazzine vogliano somigliare a quel modello di donna. Ed anche quelle che magari non starebbero male con qualche chilo in più si sentono "grasse". E cominciano le diete furiose. Anoressia, rifiuto del cibo. Noi viviamo in un mondo in cui c’è gente che…rifiuta il cibo. E c’è gente che muore per mancanza di cibo. E diciamo che noi siamo quelli progrediti e civili e loro sono arretrati. Per noi diventa essenziale ciò che è superfluo. Loro non hanno né l’essenziale, né il superfluo e si accontenterebbero di avere ciò che per noi è da buttare, ciò che è rifiuto, ciò che buttiamo nella spazzatura. C’è gente che campa cercando fra i rifiuti del nostro superfluo. E noi organizziamo sfilate in cui si presentano veli trasparenti che costano milioni.

C’è qualcosa che non quadra. Lo confesso, non ho mai capito le sfilate di moda. Non ho capito la necessità di sbatterci in faccia la stupidità di gente che ritiene che quello sia il mondo che conta, che quello sia l’essenziale o semplicemente importante. Lo so, gli imbecilli esistono. Ma non è necessario che ce li facciate vedere. Non dico che non si possa vivere in quel modo e con quello stile di vita. Dico che non è morale sbatterlo in faccia alla gente che fa fatica a campare. Un minimo di pudore, via… Anche perché non è detto che questo variopinto mondo del superfluo non possa sgonfiarsi come una bolla speculativa in Borsa. Anzi, può succedere che qualcuno dei VIP che per anni hanno campato fra serate e salotti televisivi a blaterare del "niente" possa essere folgorato, come Paolo sulla via di Damasco, da una improvvisa illuminazione.

E’ successo di recente ad un certo Di Palma, o Della Palma, il quale era ospite fisso in tutte le TV. La prima volta che ricordo di averlo visto, dava dei consigli sul taglio dei capelli. Al che pensai che si trattasse di un parrucchiere per signora. Errore gravissimo; non era un parrucchiere, era un "Look maker". Minchia! E dava consigli di ogni genere, sul trucco, sul colore dei capelli, sull’abbigliamento, sui piccoli ritocchi facciali, sull’arte della seduzione, insomma un esperto di trucchi… E, a quanto pare, era conteso da tutte le divette in circolazione, perché, si sa, sono queste le cose che contano. E poi oggi nessuno fa niente da solo. Si ha bisogno del consulente, dell’esperto. Così oltre al Look maker ci si avvale del personal trainer che ti dice come fare le flessioni, si ha bisogno del personal shopper, che ti accompagna a fare shopping e ti consiglia sugli acquisti. Ecco perché la gente è stressata, non è facile scegliere il "personal" adatto. E’ una questione seria e delicata. Non se ne può fare a meno. Per fortuna in Darfur non hanno il problema del look maker o del personal shopper.

Succede, dicevo, che questo Della Palma per un po’ di tempo scompaia dalla TV. Riappare di recente per presentare un suo libro. Sì, oggi c’è un sacco di gente che scrive libri. Non hanno niente da dire, ma per comunicare al mondo che non hanno niente da dire scrivono un libro per dire che non hanno niente da dire. Sic! Così lui scrive un libro per dire che, dopo essere caduto in depressione per circa due anni, è arrivato alla conclusione che tutto ciò di cui si era occupato per tutta la vita, e per il quale aveva acquisito fama, celebrità e denaro, era un mondo falso e che più che l’aspetto esteriore conta ciò che si è dentro, la classica "bellezza interiore", i valori della vita; insomma una bella folgorazione, vero? Già, anche in questo campo ci sono i pentiti. Peccato che impieghino anni o decenni a capirlo.

Ma oggi il pentito va di moda. Si è pentito anche Napolitano il quale nel ’56 faceva il tifo per i carri armati russi. Ma poi si è pentito. E come lui si sono pentiti tantissimi compagni i quali, dopo averci creato non pochi problemi e scassato abbondantemente gli zebedei per decenni, con le loro storie di proletariato, lotta di classe, padroni sfruttatori e lotta al capitalismo, sono stati folgorati sulla via di Piazza Colonna, angolo Montecitorio, ed hanno scoperto che anche il capitalismo non è poi così male (specie da parlamentari a 30 o 40 milioni al mese) e così, gettati a mare falce e martello, hanno cominciato a veleggiare bordeggiando lungo le amene coste italiche su velieri da 18 metri. Ma questa è un’altra storia…

Bisogna stare attenti, quindi, a ciò che si mostra in TV, perché un giorno si potrebbe scoprire che è tutto falso. Veramente ci sono tante cose che sarebbe meglio non farci vedere. Ieri ho visto in TV, per caso, Antonella Clerici (quella che a quarant’anni suonati continua a fare le smorfiette da asilo infantile e pensa di essere simpatica) che trascinava a fatica un vestito rosso con uno strascico lungo diversi metri. Ho continuato a seguirla con la curiosità di Totò nella famosa scenetta di Pasquale "Vediamo questo stupido dove vuole arrivare…". Ho retto qualche minuto, poi ho spento e buonanotte.

Mi chiedo che genere di intrattenimento sia questo, così come tante altre nuove forme di "spettacolo", reality, giochini scemi tipo pacchi, malloppi etc…fiction a go go per tutti i gusti con marescialli, nonni Liberi, medici in famiglia, preti investigatori, squadre speciali, e via fictionando. Non capisco perché dovrebbe interessarmi sapere che cavolo faccia Aceto in un’isola deserta. Non capisco cosa ci sia di interessante nel vedere una qualunque ragazzotta scambiare il ritratto di Leonardo da Vinci col mago Merlino o Rita Levi Montalcini con la regina Elisabetta. Non capisco perché l’ignoranza debba essere interessante.

Lo spettacolo è vecchio quanto il mondo e si divide sostanzialmente in due generi: comico o drammatico. Talvolta si hanno degli spettacoli di arte varia, come i varità, nei quali si alternano varie forme di espressione, dalla canzone alla scenetta comica, alla esibizione di giocolieri o fantasisti o illusionisti, fino a forme drammatiche come la sceneggiata napoletana. Allora, per arrivare al dunque, ogni forma di spettacolo dovrebbere rispondere ad una domanda precisa. Ed è quella domanda che mi pongo sempre vedendo cosa passa in TV e che non sia chiaramente identificabile in uno dei generi sopra esposti.

Tipo, per intenderci, la buffonata della Clerici col vestito rosso, i giochini con "l’aiutino" o Massimo Ceccherini che siede in riva alla spiaggia della sua isola dei "famosi"(?) facendo finta di pensare. Fa ridere? No. Fa piangere? No. Ha valore come informazione di cronaca e attualità? No. E’ divulgazione scientifica o culturale? No. Mi arricchisce di qualche informazione o nozione che mi è utile nella vita quotidiana? No. E’ utile come esempio da imitare? No. Mi risolve qualche problema personale? No. Mi pagano per guardare? No. Ma allora che cazzo di senso ha? Che senso ha il 90% della programmazione televisiva? Niente, non ha alcun senso. Niente che possa giustificarla. Serve solo ad occupare momentaneamente la testa della gente e riempirla di cianfrusaglie inutili e del tutto superflue. Serve solo a tenere in piedi questo inutile circo, qusta fiera quotidiana del trash, del cattivo gusto, dell’inutile, della mediocrità che si spaccia per professionalità con velleità artistiche. Serve solo a coloro che ci lavorano, perché vengono pagati a suon di decine o centinaia di milioni e campano beatamente alla faccia dei contribuenti, facendo finta di lavorare.

E così si dimentica ciò che è veramente importante nella vita. E diventa importante ciò che è inutile. Tanto fanno che riescono a convincere la gente che per essere al passo coi tempi bisogna essere come loro. Bisogna rifarsi le tette, i fianchi, il culo, il naso, bisogna vestire firmato; bisogna fare le vacanze in isole esotiche, bisogna avere l’ultima suoneria sul cellulare, bisogna farsi lo spinello o la coca, bisogna cambiare partner secondo la stagione, bisogna scopare con chiunque ti capiti a tiro, bisogna essere magre, bisogna lavorare nel mondo dello spettacolo; bisogna apparire in TV comunque, anche se non sai fare niente; bisogna riempirsi la casa di quintali di roba di cui non hai bisogno, ma che è tanto pubblicizzata che ti convincono a comprare; bisogna avere l’ultimo modello di auto, anche se quella vecchia va benissimo; bisogna andare in palestra ogni giorno ed avere due bicipiti da Maciste e la "tartaruga", altrimenti sei un cesso; bisogna fare tante altre cose e, soprattutto, comprare tante cose.

Sì, perché ci pensano loro a vendertele. E se tu non compri e non consumi come fanno loro…come fanno loro a campare senza fare un cazzo? Ecco perché si danno tanto da fare, in TV, sulla stampa, anche su Internet, per convincerti a riempire la vita di cose inutili. E ciò che è inutile diventa da prima pagina, da prima serata, da cultura dominante, diventa "modus vivendi", diventa regola sociale. Ma ciò che non è importante è superfluo. Ciò che è superfluo è spesso inutile. Ciò che è inutile è stupido perché impiega energie e tempo da dedicare a ciò che non ha importanza. Allora bisogna concludere che questo mondo giudica importante ciò che è stupido. Quindi è un mondo stupido. Ecco perché questo mondo non lo capisco e non lo sopporto. Fra noi non ci sono affinità elettive, non c’è empatia, c’è solo incomunicabilità, incompatibilità genetica e cronica. Un buon motivo per divorziare. Il guaio è che, comunque, sotto forma di tasse e imposte varie, dovrò pagargli gli alimenti! Non c’è scampo…
Riferimenti: ( Torre di Babele)

11 commenti a “Il superfluo e l’essenziale”

  1. falivenes scrive:

    Ti porto un pezzettino del mio autunno

    E’ fatto di foglie che cricchiano,di funghi, di vento che scompiglia allegro i miei capelli, di odore di castagne arrosto e di ballotte calde,
    di onde fragorose contro gli scogli della marina bassa,
    di ombrelli colorati e di berretti rossi, di sciarpe tirate e di gote arrossate e di risate
    di soli pigri e di camini accesi.
    E fatto dell’amore del creato che mette a dormire le cose preparando il tempo della prossima estate.

    E dimmi di poi se non sono una romanticona!-)Nenè

  2. esperimento scrive:

    Neanch’io capisco come si faccia a perdere tanto tempo e tanti soldi dietro questi vestiti che francamente non ho mai visto indossare da nessuno in nessun contesto…

  3. Ovunque e.. scrive:

    Non si può neppure chiamare mondo bestiale sarebbe un’offesa! Ciao Giano1

  4. Nenè scrive:

    E dimmi amico mio, a cosa è dovuto questo arresto nella prolifera produzione?
    Istante contemplativo della bellezza con un singulto di rimpianto che di cotali fattezze, Saffo non decantò mai abbastanza?-)

  5. falivenes scrive:

    E con questo si arguisce Giano che tu non sei a ‘la Mode’ e dunque sei aut.
    Bella quella di Pasquale la ricordo molto bene e di solito con essa faccio riferimento ad un certo genere di ragazzo testone che non manca mai in classe.
    Lo scopo di tutti i paalinsesti che hai citato è proprio quello, imbottire la gente di vuoto e di pochezze, di mezze calzette, di farfalline poco vestite, tutto pur di impedirgli di pensare.
    La cosa riesce perfettamente, non te ne sei accorto?
    Guardati intorno, vedrai un mare di superficialità e gente che si affanna a vivere di inutile superfluo.
    Bacio:-) Nenè

  6. ariela (ex zampa) scrive:

    Ma che peccato che io non sia alta e magra e che i miei vuoti siano pittosto pienotti, se no…magari un completino così, dev’essere tanto comodo ed areato…
    Buona notte carissimo Giano.

  7. morganabluette scrive:

    ma guarda un po’, proprio oggi mio marito mi ha fatto notare come procedono le modelle, mica me n’ero mai accorta, domani esco di casa e cammino sul cordolo, mi fermeranno per la prova del palloncino?

    sexy e’ scendere le scale e trovare un amico ad aspettarti, sexy e’ vedere che ti guarda con un sorriso di approvazione, sexy e’ prendergli il braccio e camminare verso un ristorante chiacchierando e inclinando la testa per guardare meglio i suoi occhi verdi…

    sexy e’ quando mi sento bene con me stessa perche’ mi specchio in due occhi maschili che mi fanno sentire meno brutta

    complimenti, giano, sei in forma…humour e critica sociale…
    sai miscelarle bene…

    ti ricordavo cosi’…

    oggi sono lieta

  8. Cardolino scrive:

    Ciao GIANO

    sono tornato da poco
    divvedere la partita

    Nonmèpraxiamera..

    Se Devid continua così
    con Su…azo Keccy salviamo
    (si scherza)
    Buona domenica ^_^

  9. Skizo scrive:

    Siamo tutti carne da macello. La moda è soltanto un modo per distrarci.
    Onestamente… porto gli stessi vestiti di tre anni fa.

  10. lore scrive:

    Ciao Giano,
    ti ringrazio per il passaggio e per gli interventi.
    Bhe, per quanto riguarda il criterio scelto da tiscali, basti pensare che poco tempo fa in homepage si denunciava la “strage di cani in Cina”. Bene, giusto. Ma non ho visto ne il tuo nè il mio nè altri post sui laogai… purtroppo anche tiscali tira l’acqua al suo mulino, ma mi chiedo se a questo punto non fosse stato comunque meglio dare la precedenza alla dignità umana… ma forse è vero, la gente gli scheletri li preferisce nell’armadio…

    Io non condanno la moda tout court, ma le contraddizioni ci sono e le hai già evidenziate. Per la TV, basta che ti dica che la guardo solo per i TG (e anche quelli…). Per il resto non ne sento proprio il bisogno… e negli altri paesi europei la situazione è ancora peggio.
    E questa sarebbe l’Europa che è impegnata nel “confronto di civiltà” con l’Islam. Bene. Per una volta, se continua così, posso scommettere su Maometto…

    Le vittime per cui mi dispiace di più sono quelle che soffrono di anoressia: bombardate fin dall’infanzia, oltre che dai problemi familiari che sempre segnano queste situazioni, dal culto dell’apparire… per loro provo molta compassione.

    Certo, anche io se guardo solo a questa demenza di massa sento l’impulso a “divorziare”. Quello che mi fa andare avanti sono quelle piccole cose, quei piccoli miracoli quotidiani che, silenziosamente, sono quelle che danno un senso a questo mondo. Il resto è, si può ben dire, una corrente di “aria fritta”, che sembra consitente solo perché è tanta. Non so se segui Socci ogni tanto, ma mi hai fatto venire in mente un suo articolo:

    http://www.antoniosocci.it/Socci/index.cfm

    Ecco le piccole cose…

    Infine, per il discorso del distacco, si nota bene che è una tua dote (quello “sano” di cui ho parlato ovviamente) dalla capacità di analisi profonda e controcorrente che mi ha spinto a seguire quotidianamente il tuo blog. E si, mi piacerebbe sentire un tuo intervento sul cristianesimo e il “volemose bene”, se vorrai :) .

    Ciao, a presto

    Lorenzo

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