Crimini e talenti

di , 13 Giugno 2006 20:22

Una volta tanto farò un discorso serio, molto serio, più serio di quanto possa sembrare a prima vista. E siccome non ho altra possibilità di comunicarlo, lo farò attraverso le poche righe scritte in un blog che leggeranno in pochi, e subito dimenticheranno. E forse è meglio così. Lo farò prendendo spunto dalle parole di Simon Wiesenthal, tratte da una sua intervista rilasciata alla TV svizzera nel 1990.

L’olocausto lascia un segno indelebile in chi lo ha vissuto, non termina i suoi effetti nefasti con la Liberazione. Uno continua ad esserci dentro, non si riesce mai più a provare una vera gioia. Mi ricordo che una volta, a Los Angeles, il mio amico Zubin Metha, il famoso direttore d’orchestra, mi invitò ad un concerto. Suonò un giovane pianista, bravissimo, e suonò Rachmaninov, il mio compositore preferito. Suonò in modo così meraviglioso che ad un tratto, durante il concerto, il pubblico si alzò in piedi ad applaudirlo. Anch’io feci come gli altri, ma poi mi risedetti. Non potevo continuare ad applaudire. Lo raccontai poi a Metha che mi chiese: “Perché, cosa è successo, che cosa ti opprimeva?”. Io risposi: “Mi opprimeva il pensiero di quanti giovani talenti come lui, persone meravigliose, che potevano dare gioia all’umanità, sono stati sterminati, senza essersi resi colpevoli di nulla”. E questo mi ha offuscato la gioia: ho pensato a quelli che sono stati sterminati.”

Provo da molto tempo lo stesso senso di oppressione, che mi impedisce di applaudire alla vita. Il motivo è la netta sensazione che si stia consumando un crimine, sotto gli occhi di tutti, e non meno grave di quello consumato ad Auschwitz. Un crimine atroce che persegue lo “sterminio” dei giovani talenti, impedendone la completa realizzazione. I giovani ed i loro talenti si possono sterminare in vari modi, non solo con i forni crematori. Ci sono sistemi molto sofisticati che non producono fumo, ma sono altrettanto efficaci. Ogni uomo, in quanto appartenente alla specie umana, prima ancora che avere dei diritti, ha un preciso dovere: mettere i propri talenti, di qualunque genere siano, a disposizione dell’umanità per garantire il proseguimento della specie ed il suo progresso.

Il compito primo e fondamentale della società, quindi, non è quello di perseguire una utopistica ed irrealizzabile uguaglianza, contraria a qualunque legge di natura, ma quello di creare le condizioni favorevoli atte ad individuare e valorizzare i talenti individuali nell’interesse primo e supremo della specie umana, oltreché garantire la piena realizzazione delle potenzialità personali. Solo la realizzazione pratica del potenziale intellettuale di ciascun individuo genera l’appagamento delle aspirazioni esistenziali e consente una armoniosa convivenza sociale. Qualunque sistema limiti, blocchi ed emargini questi talenti e ne impedisca la piena realizzazione genera inevitabilmente nell’individuo conflitti psichici che possono diventare patologici. L’interazione e lo scontro fra questi conflitti personali genera, a sua volta, attriti e conflitti sociali con conseguenze imprevedibili ed incontrollabili.

La vera giustizia in natura non è l’uguaglianza, ma la diversità delle specie e la loro diversa funzione. Così, all’interno della specie umana, la giustizia non è rendere e considerare tutti uguali, ma valorizzare al massimo le diversità e le potenzialità individuali in maniera tale che ogni individuo si senta appagato, realizzato ed in perfetta armonia con il resto della comunità umana. Un sistema, quindi, che persegua prioritariamente l’uguaglianza, invece che la valorizzazione dei talenti individuali, è un sistema contro natura che crea motivi di conflitto, spreca irresponsabilmente i talenti umani e, come tale, non è altro che un “crimine contro l’umanità”.

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Riferimenti: ( Torre di Babele)

8 commenti a “Crimini e talenti”

  1. Giano scrive:

    Ciao Dina, grazie per l’apprezzamento. La voglia di scrivere sta venendo meno; è normale, a lungo andare ci si stanca di predicare nel deserto. Ma resta comunque un buon esercizio per tenere in forma la mente. Mi fa piacere che continui a leggere questo blog. In mezzo a migliaia di post magari c’è anche qualcosa di interessante. E poi, basta anche un complimento per far capire che, forse, non è proprio del tutto inutile scrivere le proprie riflessioni. Grazie ancora, buona serata :)

  2. Lentiacontatto scrive:

    Buongiorno, che commozione mio Giano. Sei ritornato a scrivere. Sai, lo dico con il cuore pieno di gioia, è la giornata più bella della mia vita.Grazie a Dio il tuo talento non è stato svuotato, per la gioia di tutti. Devo chiederti perdono se scrivo in continuazione. Sono sincera mio Giano non posso stare molto lontano da te, scrivendo mi passa un po l’ansia caro. Un forte abbraccio da me e da tutto il mondo.

  3. Mary scrive:

    Caro Giano,
    ho letto con interesse il tuo ultimo post, profondo e serio, come tu dici. Ma pongo una domanda: chi è in grado veramente di poter giudicare il talento di una persona? Certamente non la scuola di oggi, che opprime, omologa e disinteressa i giovani. Certamente non la società di oggi dal futuro così incerto e buio.
    E allora chi?
    Continuo a seguirti… anche da lontano.
    Ciao Gianino
    Mary

  4. Stefan scrive:

    C H A P E A U !

  5. webmaster scrive:

    Non credo che queste straordinarie considerazioni non possano essere comprese da tutti. Credo che moltissimi NON vorranno comprenderle.

    Lo spirito liberale che le permea tutte è rifiutato in partenza dai cacciatori di sogni. Il tarlo che guasta il cervello della maggioranza degli esseri umani è la convinzione, stupida, presuntuosa, criminale, che l’uomo possa cambiare la sua natura.

    Non sarà mai possibile, come evidenzia questo scritto di Giano. Ma ci saranno per sempre i cretini che affermeranno: “No alla guerra, senza se e senza ma”. Come se le guerre fossero una scelta, da quando Caino uccise Abele.

    Sempre di più ti ammiro, caro Sandro.

    Giuliano giba34

  6. abr scrive:

    Grande post, grande sensibilità.
    ciao, Abr

  7. zampa scrive:

    Questo post, come altri in passato, è molto serio e profondo. E’ vero che sul blog sarà letto da pochi, ma non credo che se anche lo leggessero in molti lo capirebbero.
    Un abbraccio

  8. gio scrive:

    Ciao Giano
    il post è molto bello e fa riflettere..
    sapessi con quale dispiacre ho partecipato agli scrutinii…
    Molti studenti che io giudico veri talenti sono stati compressi e repressi e poi respinti…

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