La gente siamo noi, ma…

di , 7 Settembre 2005 13:27

In linea di massima l’affermazione “La gente siamo noi” è vera. Non c’è dubbio. Ma, c’è sempre un ma in agguato. Dire che la gente siamo noi non significa che tutti noi abbiamo le stesse responsabilità e le stesse capacità di interverire nella società. La gente è un insieme di persone e le persone sono tutte diverse, per cultura, per tradizioni, per capacità intellettuale, per possibilità economiche, per opportunità di crescita, per patrimonio genetico e per tanti altri fattori che rendono ogni persona unica. La tanto sbandierata “uguaglianza” è niente di più che un concetto astratto che non ha alcun riscontro reale. Detto questo, è vero che la gente siamo noi, ma è anche vero che noi siamo tutti diversi, anche nelle responsabilità.

Capisco, tuttavia, che grazie ad una prassi ormai consolidata nei mezzi di informazione ci si senta, o ci si possa sentire, responsabili di alcuni gravi problemi dell’umanità. Bombardati quotidianamente da notizie sulle sciagure e sulle atrocità del mondo, si tende a responsabilizzare i cittadini normali in merito ai vari problemi. E’ uno strano modo di affrontare la realtà. Ed è la maniera più semplice per scaricare le responsabilità precise di Istituzioni, persone, Enti ed Associazioni, sui cittadini, giusto per nascondere l’incapacità di chi è preposto a compiti specifici. Devo occuparmi io della fame nel mondo? E delle catastrofi naturali? Devo preoccuparmi io di risanare l’economia? E’ compito mio controllare la regolarità delle spregiudicate operazioni dell’alta finanza? Devo andare io ad asciugare New Orleans? Posso io stanare Bin Laden? Devo pensare io ai senza tetto, agli sbandati, a coloro che dormono sotto i ponti? Devo essere io a dettare le regole per una informazione corretta e non faziosa? Devo continuare? No, vero? Ci siamo capiti.

Ora, posto che ciascuno di noi, nel proprio ambito, possa contribuire in una certa misura a risolvere alcuni piccoli problemi sociali, sia con l’impegno personale o collaborando con associazioni di volontariato, resta il fatto che di fronte ai grandi problemi della società e del mondo le nostre capacità individuali di intervento sono pittosto limitate. Inoltre, l’organizzazione sociale è strutturata in modo che democraticamente la “gente” elegge dei propri rappresentanti ai quali delega la gestione, l’amministrazione ed il governo della “Res pubblica”. E, di norma, queste persone elette o nominate da altri organi competenti, per svolgere le loro funzioni ricevono lauti compensi proporzionali alla responsabilità dell’incarico.

Cosa significa, quindi, affermare che la gente deve o dovrebbe responsabilizzarsi? A che titolo? Ma se i cittadini devono occuparsi di incombenze proprie di precisi organismi sociali preposti ad occuparsi di problemi specifici, in qualche modo sostituendosi agli stessi, a cosa servono quegli stessi organismi? A che servono un migliaio di parlamentari, migliaia di consiglieri regionali, provinciali, comunali, circoscrizionali, di consorzi, comitati, comunità, Enti, Istituti, Fondazioni, Associazioni varie, e chi più ne ha più ne metta? Aggiungete l’Unione europea, l’ONU, la FAO, l’Unicef, la Croce rossa e una miriade di organismi internazionali… A che serve stipendiare lautamente tutta questa “gente” (perché anche loro sono “gente”, vero?) se poi dobbiamo essere noi cittadini normali a doverci responsabilizzare ed occuparci di quelle che, invece, sono loro specifiche competenze?

Di recente andava in onda uno spot nel quale diversi personaggi dello spettacolo (ricordo solo Sofia Loren) schioccavano le dita ogni tre secondi per ricordarci che ogni 3 secondi muore un bambino. Lo spot chiudeva con la frase “Tu puoi cambiare il mondo”. Io? Viene in mente la famosa scena di Taxi Driver in cui De Niro, rivolgendosi ad un ipotetico interlocutore chiedeva “Dice a me? Dice proprio a me?”. Eh sì, verrebbe da rispondere a Sofia Loren “Dice a me?”. Si resta col dubbio. Significa che un qualunque Boicheddu Bruquittu di Trescagheras, che passa la vita fra campagne, boschi e caprette che fanno ciao, può cambiare il mondo? Ma è una cosa seria o stanno prendendo per il culo? Ma dove sono tutti quei personaggi che pretendono di occuparsi dei guai del mondo, e che hanno sempre la soluzione pronta per tutti i problemi, e che tanto fanno per farsi eleggere nei vari organismi, promettendo mari e monti e felicità e fortuna per tutti? Scomparsi? Non dovrebbe essere compito loro occuparsi dei vari problemi? Del resto sono pagati per questo. O no?

Sapete che succede? Succede che questi personaggi cominciano a criticare gli amministratori comunali, accusandoli di incapacità, giusto per occupare il loro posto. Una volta occupate le poltrone comunali, essendo incapaci di risolvere i problemi, scaricano le responsabilità su altri e cominciano ad accusare di incapacità il consiglio provinciale o quello regionale. Una volta occupate le poltrone regionali, essendo ancora incapaci di risolvere i problemi, scaricano le responsabilità sul governo centrale. Finché non arrivano al Parlamento ed al Governo. A quel punto, essendo ancora incapaci di affrontare i problemi, cosa fanno? Sorpresa. Ecco che si scopre che la responsabilità deve essere dei cittadini, della “gente”. Curioso, no? E ci bombardano di spot per chiedere solidarietà, contributi economici, impegno sociale etc, etc, etc…

L’aspetto buffo, quasi ridicolo della faccenda, è che poi alcune di quelle persone che sono sempre piene di proposte concrete e soluzioni miracolose per tutti i problemi del mondo, evidentemente a corto di idee si rivolgono agli stessi cittadini per chiedere idee e proposte e si inventano perfino le “fabbriche dei programmi” (vero Prodi?). Ma come, non siete voi che dovreste avere le idee e le proposte? Guarda guarda, ancora una volta, dopo tanti giri di valzer, la responsabilità ricade sui cittadini. Già, perché “Tu puoi cambiare il mondo”. Io? Ma allora voi, che siete pagati profumatamente per occuparvene, che cazzo ci state a fare?
Riferimenti: ( Torre di Babele)

8 commenti a “La gente siamo noi, ma…”

  1. piz scrive:

    Ho letto, in ritardo ma con attenzione il tuo post. Io credo che nessuno ma proprio nessuno sia esonerato dal dare un contributo a suo modo per il buon andamento del mondo. Non ho bisogno che sofia Loren schiocchi le dita. Se desidero contribuire per aiutare qualcuno che non ha nememno quello che ho io lo faccio. Me lo dice la coscienza e non la Loren.
    Se poi lei non lo fa, o lo fa in misura sproporzionata a quanto potrebbe… sono fatti suoi. A me non importa qual è il grado di responsabilità degli altri. Io rispondo di me a me stessa prima di tutto.

  2. gio scrive:

    brutto definirmi gente… ma hai ragione “io sono gente” come tutti gli altri.
    Ho deciso però di differenziarmi ed ho adottao una massima (non ricordo più di chi sia):
    PENSARE GLOBALMENTE ED AGIRE LOCALMENTE così cerco di fare il mio piccolo dovere ogni volta che posso.

  3. Giano scrive:

    Ciao Layla…ma che spirito di osservazione.
    Complimenti.

    Ciao Fragmenta, quello che dici è giusto, ma…

    Ora devo proprio chiudere.

    Devo prepararmi e poi andare in città per la visita medica per il rinnovo della patente.
    Già, succede.
    Risponderò più tardi.
    Buona serata…:)))

  4. fragmenta scrive:

    Caro Giano,
    tempo fa, durante un soggiorno in Somalia per conto della società per cui lavoro, ci trovammo di fronte ad una situazione di spaventoso degrado
    in un orfanatrofio locale. La maggior parte dei bambini risultavano abbandonati dalle famiglie perché mutilati.
    Interpellammo (in qualità di persona qualunque) la croce rossa – e non solo quella locale- circa la situazione di cui eravamo stati testimoni.
    Risposta: erano stati devoluti diversi milioni di usd, ma rimasti insufficienti perché le spese di gestione avevano “succhiato” l’ottantadue per cento del budget.
    Rimanemmo sconfortati e delusi. Ci chiedemmo cosa potevamo fare noi gente comune o singole formiche.
    In tre mesi organizzammo una catena di solidarietà fra i nostri conoscenti. Abbiamo scoperto che occorrono cifre ridicole a fronte di budget milionari che chiedono gli organismi preposti a tale compito.
    Oggi, l’orfanatrofio funziona abbastanza bene.
    Strano a dirsi, nel consultare il “libro mastro” di chi avrebbe dovuto occuparsi della faccenda, si leggeva del loro merito e, quindi, di aver speso bene il danaro affidato dai cittadini proprio per quel specifico intervento.
    Non abbiamo fatto rimostranze: non sarebbe servito a niente. Ci siamo rimessi al motto che dice: fai il bene e dimentica.

    Tutto questo per rispondere alla domanda: cosa può fare il singolo. Io rispondo: tutto e niente.
    Anzi, dalle azioni di ogni singolo uomo si determinano le rivoluzioni, in bene o in male.
    Il pericolo vero è l’indifferenza, la carità superba (in senso di superbia) del superfluo e, infine, l’assoluta ignoranza di chi vuole rimanere tale; perché si ignora, spesse volte, quello per cui fa comodo alla propria coscienza.
    Se poi c’è sia una.
    Insomma, vale sempre il motto di cristiana memoria: fai all’altro ciò che vorresti fosse fatto a te stesso. ma questo è un altro discorso perché ci stiamo avviando verso un sincretismo di
    strana natura e confusione del tipo: cattolicismo-islamismo-buddismo-induismo-ateismo-spiritismo-materialismo-e chipiùnehanemetta.

  5. layla scrive:

    Gianooooooo

    mi chiedevo, stavo guiardando la foto dei pinguini innamorati…

    e mi richiedevo…(ahahhaha)

    ma dove finiscono i “becchi”… nella gola dell’uno e dell’altro?.. minchiaa si fanno maleeeee

    ….daiii mi aiuti a capire?!?!?!?

    un grosso bacio a te.. ma senza becco… ehehehhe ;) )))))

  6. Giano scrive:

    Ciao Pat, già viste le foto e anche letto.
    Sono davvero contento che la tua sia stata una bella vacanza con l’amica Tamara.
    La crisi è quella che ho accennato nel post precedente rispondendo a Fragmenta.
    Uno degli effetti della crisi è che spesso non ho voglia di scrivere e nemmeno di lasciare commenti. Ma niente di grave…
    Buona giornata :) ))

  7. patt scrive:

    Un po’ lunghino si…. me lo stampo e me lo leggero’ in treno!
    Ma un po’ in crisi perche’???
    Io comunque ti perdono a patto che vai a vedere le foto arretrate (anche senza leggere… questo te lo passo)! ;-) )))))
    Ciao Giano e saluti anche alla tua di ciurma.

  8. Giano scrive:

    Forse mi sono dilungato eccessivamente, ma almeno spero di essere stato chiaro.
    Forse questo spiega anche il motivo di certe mie critiche che potrebbero sembrare eccessive.
    Il fatto è che prima di dovermi sentire io responsabilizzato dovrebbero essere responsabilizzati coloro che sono pagati profumatamente per occuparsi di compiti specifici.
    Se loro non sono in grado di farlo dovrebbero dimettersi tutti e allora, e solo allora, potrei sentirmi in dovere di occuparmene personalmente pur nella limitatezza delle mie possibilità.
    Non prima.
    E per favore, questi miliardari dello sport, dello spettacolo…la smettano di invitare i cittadini a versare contributi per la ricerca, per la fame nel mondo e per mille altri motivi.
    Non farebbero prima a mettere la mano in tasca loro, invece che chiedere un SMS da un euro a Boicheddu Bruquittu?
    Punto

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