Vizi privati e pubbliche virtù…

di , 5 Settembre 2005 18:04

L’Italia è quello strano Paese in cui…il profitto è privato ed il debito è pubblico!(Sic) Ovvero, se le aziende incassano utili e profitti se li tengono e se li godono (e molto spesso non pagano le tasse), se invece vanno in crisi ed hanno gestioni fallimentari, allora interviene lo Stato, con denaro pubblico, a risanarle. E’ uno strano principio economico che difficilmente troverete spiegato nei testi di economia. Ma, a quanto pare, in Italia funziona. Questa storia va avanti da almeno 30 anni (e questa volta Berlusconi non c’entra), ed è la causa fondamentale dell’enorme crescita del debito pubblico, ma tutti fanno finta di non saperlo perché, si sa, …quelli che dovrebbero saperlo, dirlo e denunciarlo…tengono famiglia!

E poi, c’è sempre la speranza che, prima o poi, qualche contributo pubblico tocchi anche a noi. E in molti casi è proprio così. Ci sono contributi per cani e porci. Proprio per tutti? No, calma, per tutti eccetto per i lavoratori dipendenti. Strano che nessuno se ne accorga. Distrazione? Mi è venuta in mente questa riflessione, che faccio da decenni, perché mi è capitato di ascoltare su un TG regionale, qualche giorno fa, una notizia che dimostra che niente è cambiato. Sembra che un albergo, con annesso impianto termale (nella provincia di Cagliari) abbia di recente installato dei grandi pannelli solari per la produzione di energia elettrica, per un importo di circa 150.000 euro, di cui la metà finanziata con contributo della Regione.

Come volevasi dimostrare. Così, quando vi capiterà di andare in quell’hotel, magari a fare le cure termali, guardate bene i pannelli solari e sappiate che il 50% di quei pannelli è stato installato con denaro pubblico, quindi anche vostro, e quindi una parte di quei pannelli è vostra. Niente di strano. La maggior parte delle piccole e medie aziende, commerciali, artigianali, agricole, industriali, è realizzata in questo modo, con denaro pubblico, spesso a fondo perduto e con finanziamenti che in alcuni casi arrivano al 100% dell’importo.

E non c’è settore dell’economia che non goda o abbia goduto di finanziamenti pubblici, di incentivi o agevolazioni fiscali. Tutti, ma proprio tutti hanno avuto il loro bel contributo a fondo perduto. O meglio…tutti, eccetto i lavoratori dipendenti i quali hanno solo lo stipendio sul quale pagano tutte le tasse fino all’ultimo centesimo. Nessuno ci ha mai detto, giusto per fare un esempio, quanto denaro pubblico è stato, a vario titolo,  "regalato", in questi 60 anni di Repubblica alla FIAT! Questa sì sarebbe una notizia interessante per gli italiani. Ma, stranamente, nessuno se ne occupa. Chissà perché! 

Gli effetti di questa strana applicazione di principi economici non molto chiari è sotto gli occhi di tutti; una parte della nazione è diventata ricca, creando o ampliando le proprie aziende con denaro pubblico ed incrementando i fatturati, l’altra parte, i lavoratori dipendenti, è rimasta ferma a stipendi che al massimo garantiscono la sopravvivenza. Questa è la verità, semplice semplice, il resto sono balle! Ora, perché nessuno denuncia questa aberrante sperequazione che, fra l’altro, è contraria al principio costituzionale che dovrebbe garantire l’uguaglianza dei cittadini? Avete capito di cosa stiamo parlando, sì?
Riferimenti: ( Torre di Babele)

5 commenti a “Vizi privati e pubbliche virtù…”

  1. piz scrive:

    Non mi interessa che tu entri nei dettagli.
    I dettagli li ho vissuti.
    Solo perchè nel mio blog, volutamente esprimo solo una parte di me stessa, quella dei sentimenti e delle emozioni non significa che in me non ci sia altro.

  2. Giano scrive:

    Maquantomicapisci…
    Non scommetto, perderei la scommessa.
    Quasi quasi ci conviene emigrare, rientrare come clandestini e chiedere vitto, alloggio e lavoro.
    Beh, anche se non c’è il lavoro pazienza.
    Ci basta vitto e alloggio.
    Ciao bella, buona serata :)

  3. Giano scrive:

    Cara Piz, non mi sbaglio affatto.
    Non dico che tutte le aziende ricevano regolarmente sovvenzioni pubbliche, ma…
    “E non c’è settore dell’economia che non goda o abbia goduto di finanziamenti pubblici.”
    E potrei entrare nei dettagli, se avessi tempo e voglia.
    Ma tanto non servirebbe a molto.
    E poi non scopro niente di nuovo, è risaputo che la nostra è una economia assistita.
    Tanto che anche la Commissione europea è spesso intervenuta per bloccare gli “aiuti di Stato”.
    E non riguardano solo le grandi imprese.
    Il fatto è che non sempre compaiono e appaiono come aiuti di Stato o contributi a fondo perduto.

    Faccio solo un esempio.
    Si sa che la stampa è sovvenzionata, ma quello che non si sa è che gli aiuti alla stampa (ed all’editoria in genere) non si limitano alle sovvenzioni ufficiali.
    C’è un capitolo di spesa nei bilanci delle Amministrazioni pubbliche che va sotto il nome di “Pubblicità istituzionale”.
    A rigore non è un contributo a fondo perduto, è un impegno di spesa per la pubblicazione su stampa e TV nazionali e locali di annunci pubblicitari di interesse pubblico a spese dell’Amministrazione.
    In realtà è una forma camuffata per sovvenzionare ulteriormente stampa e TV.
    E’ solo un piccolo esempio e nemmeno il più eclatante.
    Ciao Piz, coraggio…:)

  4. mqp scrive:

    Giano, tesoruccio….
    non devi essere un lavoratore dipendente. Devo proprio dirti tutto?
    Hai dei diritti solo se sei cittadino straniero, lavoratore dipendente e va bene anche se sei disoccupato…
    se poi occupi delle chiese, mio caro, ottieni tutto quello che vuoi! Cittadinanza compresa!!!!
    Facciamo una scommessa?????? :-) ))

  5. piz scrive:

    MI spiace, ti sbagli.
    Le piccole aziende dallo stato non ricevono proprio nulla a fondo perduto, proprio per questo nella nostra economia disastrata CHIUDONO e la nostra economia che è stata florida per una rete di artigiani che hanno imposto il nostro il prodotto sta sparendo. Resistono i grandi, quelli si, che se hanno difficoltà ricevono contributi statali. Oppure aziende più piccole, come lìalbergo che hai citato, in zone molto particolari d’Italia a contributo degli enti locali.
    Io ho capito di cosa stai parlando.

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