L’arte…di arrangiarsi!

di , 16 Ottobre 2004 08:52


Qualche giorno fa cercavo, come al solito, di trovare qualcosa di guardabile in TV. Solito zapping, solita spazzatura. Capito su una TV locale dove era in corso la solita vendita di quadri. Mi fermo incuriosito con in mente la famosa battuta di Totò nella scenetta di Pasquale " Vediamo questo stupido dove vuole arrivare…". Una persona apparentemente seria, giacca e cravatta e l’aria suadente, che si inventa espressioni di stupore davanti a quelle che chiama "opere d’arte, belle da impazzire, capolavori dell’arte degli ultimi 50 anni, imperdibili…" tutto quasi regalato, ma a suon di milioni. E così via, sapete bene di cosa parlo. Ora, molte di queste opere erano semplicemente delle tele dipinte con un colore grigio uniforme, senza nemmeno l’abbozzo di un disegno, una forma, una linea; niente di niente, se non un uniforme colore grigiastro. Ed il "critico", quasi in estasi davanti a tanta bellezza, che continuava a decantare, dimostrando notevoli doti interpretative ( infatti non gli scappava da ridere nemmeno per un attimo), ne consigliava caldamente l’acquisto, anche come investimento. Ora, che ci siano persone che campano su questa "arte" moderna passi, che ci siano persone sprovvedute è risaputo, che ormai l’arte nessuno sa più cosa sia è scontato, ma che qualcuno abbia il barbaro coraggio di dare ad una tela grigia il titolo di "Cosmocromia"… Beh, signori, questo è umorismo puro, da far ridere i polli, da far invidia a Zelig. Anche questa la chiamano "Arte". Sì, l’arte di arrangiarsi e campare alle spalle dei…polli!
Riferimenti: ( Torre di Babele)

3 commenti a “L’arte…di arrangiarsi!”

  1. Mary scrive:

    Hai detto bene: L’arte di… arrangiarsi! Purtroppo i critici ci campano con le loro “critiche”. Ho visto talmente tante di quelle schifezze. Forse sarò ignorante in materia, ma credo di non capire l’arte moderna. Un quadro deve trasmetterti emozioni. Amo gli impressionisti, i macchiaioli e davanti a certi capolavori si rimane a bocca aperta. Anni fa in Austria andai a visitare una mostra di Monet: davanti ad una sua tela, enorme, ho provato una sensazione meravigliosa. Quei colori, quelle ombre, sembrava di viverci dentro a quel quadro. Bellissimo!
    A presto
    Mary

  2. Giano scrive:

    Ciao Gae, hai ragione,
    certe carte da parati sono molto più artistiche di certe “opere d’arte”.
    Tempo fa mi capitò di seguire una puntata di “Caffè”, alle 2.30 di notte, dedicata a Canova.
    Magari te lo racconterò in un prossimo post.
    La ricordo per una illuminante e onesta dichiarazione di Pietro Cascella, scultore.
    Sono felice di sapere che suoni la chitarra.
    E’ stata per moltissimi anni la mia compagna fedelissima.
    Ci mancava poco che me la portassi a letto.
    Ciao e buona giornata…:)

  3. Gae scrive:

    Ciao Giano!!!
    Grazie per il commento sul mio blog…purtroppo ho notato una certa penuria di musicisti fra chi manda i commenti però…in compenso ci sono un sacco di qualunquisti!!!
    Per quanto riguarda l’arte moderna, anch’io ho sempre ripudiato un idea del “bello” che con il bello ha ben poco a che fare e, se non sbaglio, l’arte concettuale ha chiuso baracca a burattini ai tempi di Magritte. Pazienza, vorrà dire che dovrò iniziare a rivalutare la carta da parati come mezzo di comunicazione!!!
    Spero a presto, gae

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