Caffè del mattino con Pivano, Kerouac, Ginsberg e Hemingway…

di , 7 Agosto 2004 15:00


Solita sveglia all’alba. Soliti gesti, riscaldare un po’ di caffè avanzato, preparare la nuova caffettiera, una carezza alla gattina e…accendere la TV. ” Anima” con Gabriele La Porta e Stefania Quattrone su RAI2. Lui, il signor “so tutto io”, il paternalismo fatto persona. Lei, di una bruttezza unica, quasi insopportabile, nonostante un trucco pesantissimo. Ma lì altro che trucco, ci vuole un miracolo! Ma ha un pregio: ti fa apprezzare meglio la bellezza. Lo so, l’estetica non è tutto, ma qui si esagera… Eppure gli argomenti trattati sono sempre interessanti, molto. E lo si seguirebbe con piacere, se non fosse per la insopportabile ansia del signor “so tutto io”, di dimostrare quanto abbia letto e studiato, riuscendo a fare più citazioni lui in due minuti che tuttti voi in una settimana di blog. Con la conseguenza che le citazioni si accavallano spesso senza una loro logica, riuscendo a farti perdere il filo del discorso. Ma l’importante per lui è citare il più possibile. Il suo scopo sembra essere non quello di farti capire i concetti, ma quello di dimostrarti quanto lui è bravo. Cambio su RAI3. Inizia uno speciale dedicato a Fernanda Pivano, ai suoi primi approcci con la letteratura americana, con filmati dei suoi incontri con Kerouac, Ginsberg, e ricordi personali di quegli anni. I primi concerti di Dylan, la contestazione giovanile, i figli dei fiori. E ricorda come la generazione beat abbia preso quel nome da una battuta di Kerouac il quale, sbronzo, come gli capitava spesso, continuasse a ripetere ” I am beat, I am beat…”, come abbreviazione di “beatitude”… E ancora di come gruppi vari di contestatori e comunisti, si fossero appropriati del termine e cavalcassero l’onda della contestazione parlando di insurrezione beat, rivoluzione beat e cose del genere. Ma Kerouac , come confermato più volte, non aveva mai attribuito al termine beat quei significati rivoluzionari. Strane analogie con certi movimenti dei giorni nostri. Cita anche Hemingway, ricordando la sua ossessione per la scrittura semplice e della necessità di parlare di cose semplici. E non posso che apprezzare questa osservazione. Grande Ernest, vallo a dire a certi scrittori odierni il cui fine non è la semplicità, ma esattamente il contrario. Forse perchè scrivendo in maniera prolissa e contorta sembrano più intelligenti di quanto siano. E ricordo una vecchia edizione Mondadori dei suoi “Quarantanove racconti”. Racconti brevissimi, alcuni di sole 3 o 4 paginette. Lo ricordo sempre con affetto, proprio per la sua brevità. Grazie Ernest. E non posso fare a meno di pensare che, visti i miei strani orari, mi capita spesso di assistere la notte a programmi che meriterebbero più visibilità. Giusto ieri alle 2 di notte, la serata finale del concorso internazionale di composizione musicale, svoltosi a Bologna, con esecuzione dei brani premiati. Qualche giorno fa un concerto diretto da Muti, in Siria, all’una di notte. Uno speciale dedicato alla pittura di Tiziano, alle 2 di notte. E potrei continuare ancora. Perchè? Perchè tutto ciò che è cultura lo si vuole relegare in orari impossibili? Si ha paura di divulgare la cultura? Ci si vergogna di parlare di cultura? La cultura è qualcosa di simile alla carboneria? Si ha paura che la gente possa correre il rischio di pensare? Paura che la gente scopra che al mondo ci sono cose più serie della fiction e del gossip? Paura che ascoltando la Musica vera, poi non vadano più ai concerti di piazza che tanto utili sono a chi li organizza, in termini di ritorno elettorale? Paura di che? Ma è paura o…stupidità? So bene che pochissimi leggeranno. Ma una volta tanto anch’io ho voglia di sfogarmi. Eccheccazzzo!!!!
Riferimenti: ( Torre di Babele )

11 commenti a “Caffè del mattino con Pivano, Kerouac, Ginsberg e Hemingway…”

  1. Giano scrive:

    Vero, non amo parlare di me. Ma non per snobismo, per atteggiamento o per qualche strano motivo da tenere segreto. Semplicemente “Io” non mi interesso del mio “Io”. Spiegare il gioco di parole sarebbe lungo, ma siccome sarebbe anche inutile, evito di farlo. Quindi parlare di me mi annoia; come se mi obbligassero a seguire una telenovela brasiliana o i programmi di Maria De Filippi o Barbara D’Urso; sarebbe una tortura. Non riesco nemmeno volendo ad occuparmi di me, di ciò che potrebbe essermi utile, di procurarmi qualche vantaggio economico o di altro genere, di cercare il consenso, la fama, il successo, la gloria, la ricchezza. Non ci riesco proprio, nemmeno volendo. La mia curiosità è sempre rivolta verso l’esterno, la realtà circostante, il mistero della vita e di tutte le sue espressioni e relazioni.
    Quando guardo verso me stesso, e scruto il mio animo lo faccio per capire il funzionamento della psiche; è una forma di introspezione scientifica. Guardo la mia mente come si guarda una cavia in laboratorio; senza compiacimento, senza inganno, senza mistificazioni, per semplice curiosità, perché mi interessa studiare la mente e l’unica che ho a disposizione è la mia. Cerco di capire i meccanismi mentali che mi consentano, poi, di capire i meccanismi che regolano le relazioni umane. Ecco, solo in questo modo riesco ad occuparmi di me stesso, “usandomi” come cavia. Ma anche parlare di questo mi annoia, sia perché penso che alla gente non interessi sapere quello che mi passa per la mente, sia perché non interessa a me farlo conoscere alla gente. E sia perché mi rendo conto che il mondo sta correndo velocemente verso l’autodistruzione e non ha tempo per riflettere; quindi è inutile tentare di fare la Cassandra. Continuo a scrivere solo per occupare il tempo e tenere in forma la mente. Ben sapendo che è del tutto inutile. L’unica speranza è che qualcuno legga ed apprezzi quello che scrivo e condivida le mie impressioni. E’ già molto più di quanto mi aspetti.

    In quanto a Giuseppe, dici bene, è una persona colta ed ha il merito di ragionare con la propria testa, senza lasciarsi condizionare da influenze esterne, specie dal pensiero unico dominante; cosa abbastanza rara oggi. Ecco perché mi fa piacere trovare i suoi commenti. Ma temo che tu abbia frainteso il mio interesse per la poesia. Ho molti libri di poesia, ma non ho una passione particolare per poesia e poeti; salvo, ovviamente, le poche, ma necessarie eccezioni. Se dovessi segnalare le poesie che apprezzo sarebbero davvero poche e, spesso, solo pochi versi, neppure la poesia per intero. Mi annoia, come mi annoia l’eccesso di sentimentalismo, il buonismo, il perbenismo di facciata, la visione edulcorata del mondo. Come, con le dovute eccezioni, mi annoiano i romanzi; solo variazioni su temi raccontati mille volte, autocompiacimento ed esibizionismo di intellettuali egocentrici e narcisisti. Comincio ad avere molti dubbi sull’utilità della letteratura, dell’arte, della filosofia. Non perché non ne riconosca il valore, ma perché ne vedo la quasi inutilità pratica, visto che, nonostante millenni di letteratura e di storia del pensiero umano il mondo è più stupido di prima. Allora mi viene da pensare quello che ripeto spesso. Nella vita si possono fare molte cose. Si possono scrivere poesie e romanzi, oppure si possono piantare ulivi, coltivare patate o allevare polli. La differenza è che ulivi, polli e patate hanno una loro intrinseca utilità”. Troppo cinico; vero? Sì, forse sì.

    Mi fa piacere sapere che hai un piccolo giardino. Tienilo caro, vale più di un attico in centro. Un giardino, anche se piccolo, è una miniera di scoperte, di emozioni, di stimoli per la curiosità, di occasioni per scoprire il miracolo della vita, dal filo d’erba che spunta a primavera, alle formiche instancabili, dai passerotti che giocano sui rami al gatto che sonnecchia al sole. Anch’io ho un giardino, anzi due, con diversi alberi (pino, noce, alloro, leccio, mandarini, limoni, nespole, fichi) dove circolano libere due galline livornesi che mi fanno l’uovo fresco ogni giorno, ed uno stupendo gallo rosso che le controlla, le difende e canta. E’ un piacere vederle razzolare tranquille alla ricerca di insetti, vermi e corrermi dietro come cagnolini quando esco per portare un piattone di verdura (cosa che faccio diverse volte al giorno, oltre a gettare manciate di grano e pezzetti di frutta di cui sono ghiotte). Meglio che guardare la Tv. Oltre ai gatti, naturalmente, per i quali cucino sempre qualcosa a base di carne e verdure. Non creano nessun problema; o si sdraiano e dormono, oppure vanno in giro per i tetti. Ma sono puntualissimi quando è ora di mangiare.

    E siccome ho anche una bella terrazza grande, ci ho ricavato il mio piccolo orticello dove, al riparo dalle galline, coltivo in vaso pomodori, melanzane, peperoni, oltre a basilico, menta, timo, prezzemolo, salvia, rosmarino e diverse qualità di peperoncino che uso abitualmente quasi su tutto. Basta? No, perché ci sono anche le lumache, le chiocciole, che la notte escono a mangiare. Quindi anche a loro ho riservato un angolo con la terra, alcuni recipienti bassi con acqua e dei ripari dove poi all’alba rientrano a riposare. E siccome hanno bisogno di mangiare verdura, per evitare che divorino le piantine di basilico ed il resto, la sera lascio per terra diverse foglie di lattuga che con calma, durante la notte consumano completamente. Così salviamo capra e cavoli; o meglio, lumache e basilico. Basta? No, perché ci sono anche i piccioni, le tortore, cardellini, usignoli e vari uccellini, che vengono a posarsi sugli alberi del giardino. Anche questi hanno il loro angolo in terrazza: diversi recipienti con l’acqua dove bevono e si lavano e dei ripiani fissati al muro dove hanno a disposizione grano e pane. Ma durante tutto il giorno scendono anche a terra in giardino e mangiano con le galline, grano, mangime, macinato misto di cereali. Insomma, qui il ristorante è sempre aperto. Ecco, così una volta tanto per parlare dei miei animali (il mio passatempo preferito), ho dovuto parlare di me.

    Il contatto con la terra è essenziale ed è quello di cui abbiamo bisogno per essere in armonia con noi stessi e con il mondo. Ma la gente, ammaliata dai pifferai del progresso e delle comodità moderne, abbandona la terra per andare ad ingabbiarsi in quei palazzoni squallidi di periferie squallide di città squallide che ricordano più gli alveari che le abitazioni umane. Lo chiamano progresso. Stranamente, però, quando hanno bisogno di ritemprare il fisico e lo spirito dove vanno in vacanza? Vanno al mare, in montagna o in campagna; non vanno a fare i picnic fra i palazzoni di Sesto San Giovanni o di Scampia. Ecco la conferma che la condizione naturale dell’uomo è quella a contatto con la terra e gli animali; anche se lo dimentichiamo o fingiamo di non saperlo.

    Di recente hanno scoperto che anche la compagnia degli animali (la chiamano pet therapy) ha effetti positivi per la salute e per l’equilibrio psicofisico. Guarda guarda, noi che molti anni fa siamo nati e cresciuti nei paesi della Sardegna, in case dove c’erano cavalli, buoi, asini, cani, gatti, galline, conigli, maiali e rondini sotto il tetto, sapevamo benissimo già da bambini quello che i grandi professoroni moderni hanno scoperto solo oggi. Praticamente eravamo dei piccoli geni naturali, senza saperlo. No? Ma ormai non ci sono più quei cortili, non ci sono più gli animali e le rondini, se non qualcuno che ancora cerca di tenerne qualcuno (come faccio io). Gli animali sporcano, bisogna accudirli, richiedono tempo. Mi capita di sentire persone che sono perfino infastidite dal sentire il canto di un gallo o dal cinguettare degli uccelli. Allora ho la conferma che la gente davvero sta impazzendo senza rendersene conto.
    Meglio un bivano in un palazzone, facile da pulire e da tenere in ordine. Poi in quei palazzoni, in quelle case pulite, lucidate a specchio. disinfettate e asettiche come sale operatorie, la gente si ammala perché respira veleni, mangia veleni, beve veleni, e insegue un ritmo di vita insostenibile che genera stress, ansia, nevrosi e follia. Poi scoprono la pet therapy e vanno in campagna, fra asini, cavalli, cani e letame per curarsi. Secondo gli esperti oggi i bambini si ammalano facilmente perché, vivendo in questi ambienti troppo puliti, non hanno la possibilità di sviluppare gli anticorpi. Curioso, si scopre che ci si può ammalare a causa della eccessiva pulizia e igiene personale. E poi, per curarsi, bisogna andare a sporcarsi in campagna. Che strano mondo. Ciao, buona giornata. E cura il tuo giardino.

  2. Lentiacontatto scrive:

    Ciao Giano, vorrei trascorrere qualche minuto con te, in tua
    compagnia, parlare di noi. No non preoccuparti, niente di intimo.
    Vorrei sapere come stai, come va la vita, sapere se da te splende il
    sole o piove, oppure fischia il vento o nevica, o con un colpo di
    fortuna sapere se vedi le rondini volare, tutte insieme. So che non
    ami parlare di te, anche se non ne intuisco il motivo. Per me è molto
    importante sapere che qualcuno ti presta attenzione, ti ascolta, ti
    apprezza per il tuo modo di vivere o di godere per tante piccole cose.
    Osservare il sole che sorge e vedere nascere un nuovo giorno o invece
    vederlo morire quando al tramonto il cielo si tinge di rosso e poi
    piano piano diventa scuro. Magicamente vedi le stelle brillare,
    incominci a contarle e poi, siccome sono troppe, ti arrendi e ti
    siedi per godere il fresco della sera. Mi capita d’estate dopo una
    giornata di lavoro o al ritorno dal mare. Tu Giano d’estate vai al
    mare? ti diverti a fare tanti bagni, o ne fai solo uno o due? Spesse
    volte mi accorgo, che il tempo passa molto velocemente, ci sono mille
    cose da fare, da pensare, da risolvere e molte volte sono anche
    complicate. Cosi cerco di distrarmi, dedicando qualche minuto al mio
    piccolo giardino. Non ho molto spazio certo, ma per me, qualche
    fiore, qualche pianta basta.
    Giano tu ami la poesia? cosi avevo capito quando in un post parlavi
    con Giuseppe, a proposito, lui è molto bravo
    vorrei fargli i complimenti, leggo sempre i suoi commenti. Io non ne
    ho nemmeno una di poesia e giusto per risparmiare le scrivo e le leggo
    solo io. Se capita, magari inserita in un post, vorrei sapere se
    posso inviarne una. Tante domande oggi per te, zero risposte forse per
    me. So che devo abituarmi, a non farle le domande, se voglio scrivere
    sul tuo blog. Ancora una volta devo dirti che lo trovo bellissimo, si
    nota che sei un uomo di vasta cultura e sopratutto sei gentile e
    comprensivo con me, hai pubblicato sempre i miei post anche se non
    meritavano la tua attenzione. Mi hai sempre incoraggiata a scrivere,
    a superare la paura di non farcela e cosi ho fatto. Forse anche
    troppo, ho approfittato del tuo blog, ti chiedo scusa per questo. Il
    desiderio irrefrenabile, di comunicare e spiegare, a modo mio, i
    fatti sconvolgenti che stanno succedendo alla nostra bella Italia, mi
    a portato a dover esagerare. Si è fatto tardi, devo andare a riposare.
    Grazie Giano, grazie mille di tutto.

  3. Ebe scrive:

    A proposito di Kerouac, ho scelto dal suo “Libro degli haiku”

    RACCOGLI UNA TAZZA D’ACQUA
    DALL’OCEANO:
    LI’ MI TROVERAI.

    ***

    IL RUMORE DEL SILENZIO
    E’ TUTTO CIO’
    CHE TI E’ DATO SAPERE.

    Vado via per un po’ di giorni e auguro a te a chi legge buone vacanze.
    Non potevo non concludere così

    ??Viaggiare! Perdere paesi!
    Essere altro costantemente,
    non avere radici, per l?anima,
    che vivere soltanto per vedere!

    Neanche a me appartenere!
    Andare avanti, andare dietro
    l?assenza di avere un fine,
    e d?ansia di conseguirlo!

    Viaggiare così è viaggio.
    Ma lo faccio e non ho di mio
    più del sogno del passaggio.
    Il resto è solo terra e cielo??

    Fernando Pessoa da ?Mietitrice?

    Arrivederci! :) )))

  4. Vissia scrive:

    E già, quanno ci vuole anche Giano dice la sua…Comunque passa una buona domenica..Un baciotto!!

  5. Nino. scrive:

    Quando ci vuole ci vuole. Ora ti senti meglio? Ciao.

  6. S scrive:

    Di nuovo da queste parti per lasciarti un saluto e un dolcissimo bacio…
    Buona domenica! Quando vuoi sai dove trovarmi. Per te ci sarò sempre, ricordalo!

  7. curiosa scrive:

    Mi associo allo sfogo e condivido le conclusioni a cui arrivi: ci vogliono tenere in un clima di oscurantismo fatto di banalità e talvolta bestialità televisive, ma ti viene mai da pensare che certi programmi fanno comunque audience e quindi c’è chi li segue?!

  8. liberodivolare scrive:

    Se a capo di questo Stato ci fosse un manipolo di persone non dico intelligenti ma normali si potrebbe pensare di creare un canale tematico in cui far confluire, a costo zero, gran parte dei programmi seri ed intelligenti che in anni ed anni si sono accumulati nelle teche RAI e in altri archivi delle cosiddette televisioni private.
    Si potrebbe creare una commissione fatta da validi personaggi del mondo accademico, italiano e non, che proponga palinsesti validi e modulari affinchè tutti possano godere di uno spaccato di sano divertimento intellettuale.
    Si potrebbe, inoltre, ipotizzare, ad un costo accessibile e modulabile anche una sorta di pay tv di stato in cui si decida ad una tal ora di vedere un programma scelto fra i tanti proposti in modo che si possano approfondire argomenti e programmi culturali e di costume.
    Cose poi da proporre, seriamente, anche al mondo della scuola come supporti mediatici all’insegnamento.
    Sarà forse utopia? Ma è anche un sano modo per sfruttare intelligentemente un progresso scientifico volto, oggi, solo a determinare e a mantenere il potere della stupidità.

  9. liberodivolare scrive:

    Se a capo di questo Stato ci fosse un manipolo di persone non dico intelligenti ma normali si potrebbe pensare di creare un canale tematico in cui far confluire, a costo zero, gran parte dei programmi seri ed intelligenti che in anni ed anni si sono accumulati nelle teche RAI e in altri archivi delle cosiddette televisioni private.
    Si potrebbe creare una commissione fatta da validi personaggi del mondo accademico, italiano e non, che proponga palinsesti validi e modulari affinchè tutti possano godere di uno spaccato di sano divertimento intellettuale.
    Si potrebbe, inoltre, ipotizzare, ad un costo accessibile e modulabile anche una sorta di pay tv di stato in cui si decida ad una tal ora di vedere un programma scelto fra i tanti proposti in modo che si possano approfondire argomenti e programmi culturali e di costume.
    Cose poi da proporre, seriamente, anche al mondo della scuola come supporti mediatici all’insegnamento.
    Sarà forse utopia? Ma è anche un sano modo per sfruttare intelligentemente un progresso scientifico volto, oggi, solo a determinare e a mantenere il potere della stupidità.

  10. oscarian scrive:

    secono me il discorso è più semplice:
    la televisione deve guadagnare e regala visibilità alle cose che hanno un target più ampio, così che i guadagni siano maggiori. Un concerto di muti lo vedono magati 2 persone, le veline col culo di fuori le guardano in 5, quindi meglio le veline. E’ una vergogna! Cmq anche io dalle 2 di notte in poi ho notato che il livello cambia notevolmente. La cosa triste è che oramai solo i canali poco seguiti, quelli di nicchia, possono garantire un minimo di qualità, per il resto non c’è salvezza.
    Infatti col satellite è tutta un’altra storia: programmi di ogni genere e una scelta infinita per tutti i gusti. Il fatto è che il satellite non ce l’hanno tutti, per cui rimaniamo ignoranti e con gli occhi attaccati alle tette e ai culi che ci propinano ininterrottamente. Una serata tipo: rai 1:fiction strappalacrime orribile, rai 2: programmetto di informazione penoso che pretende di essere equilibrato ma che cmq non si tira indietro quando c’è da fare un pò di propaganda a quel minchione del nostro caro presidente del consiglio. rai 3: chi l’ha visto? rete 4: NON NE PARLIAMO canale 5: altra fiction di cuori infranti e famiglie con figli nascoti fino alla settima generazione. italia1: lucifero o qualche altra stronzata orribile.

    e’ una vergogna.
    la nostra italia ci vuole imbecilli..e ci regala tutti i prodotti migliori per una cura veloce ed infallibile.

    un saluto
    salomè

  11. A. scrive:

    Chi diceva che l’uomo che conosce è infelice, mentre l’ignorante gode?

    La società di oggi sembra incamminata verso quel traguardo: un pubblico imbelle – non più individui – infarcito di illusioni, le cui uniche ossessioni fisse sono il pallone, feste piene di soldi e modelline/modelloni scopabili, non avere pensieri, ma bei vestiti case e auto.

    Le trasmissioni che ti inducono a pensare che queste illusioni sono raggiungibili vincono; il resto vada al macero.

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