Cultura ? No, grazie…

di , 16 Agosto 2003 16:09

Affrontare temi culturali è sempre rischioso. Il termine “cultura” è, fateci caso, uno di quelli più ricorrenti e, tuttavia, soffre di atteggiamenti dettati da preconcetti che finiscono per relegarla fra le cose che si potrebbero anche fare, ma non necessariamente. Ogni volta che sento parlare di cultura mi viene in mente quel vecchio e malizioso ritornello che cantavano i nostri nonni: ” Si fa, ma non si dice…”.

Parafrasandolo, in tema di cultura, si potrebbe dire ” Si dice, ma non si fa…”. E’ pur vero che un certo atteggiamento negativo nei confronti della cultura sia da addebitare a più o meno gravi traumi risalenti al periodo scolastico. Non si può negare che fra i mali endemici della nostra scuola ci sia anche la capacità di inculcare nei giovani una sorta di disamore per la cultura che, agli occhi dei più, continuerà per tutta la vita ad essere legata ad immagini di lezioni saporifere e montagne di libri e di nozioni, considerate spesso inutili, da mandare quasi a memoria.

Ovvio che, appena possibile, si preferisca dirottare le proprie energie verso attività meno impegnative e più piacevoli. Del resto, si dirà: “Mens sana in corpore sano”. E poiché non si può avere tutto, intanto pensiamo al “corpore”, poi si vedrà.

 

Ma chi l’ha detto che la cultura sia seriosa, tediosa, gravosa, pretenziosa? Oggi che tutto e tutti, apparentemente, fanno cultura! Oggi che i cercatori domenicali di funghi si definiscono micologi! Oggi che chiunque abbia un canarino in casa si sente ornitologo. Oggi che si vendono vagoni di enciclopedie non per il loro contenuto, ma per il valore cromatico del dorso (per via dell’effetto sullo scaffale)! Si dice, a proposito, che una importante casa editrice metterà in vendita una enciclopedia universale unica nel suo genere; avrà tutte le pagine bianche (da utilizzare a piacere), ma avrà, in compenso, una serie di copertine intercambiabili di vari colori e facilmente adattabili, quindi, a qualunque tipo di arredamento. Si prevede un grosso successo editoriale.

Oggi che TV e carta stampata, che pretendono di fare informazione e cultura, sono una specie di prontuario di perle d’ignoranza. Per non parlare del mondo dell’arte e della letteratura dove qualunque accozzaglia di parole insensate può essere definita ” ricerca semantica”, qualunque accozzaglia di colori su una tela è “ricerca cromatica”, qualunque accozzaglia di rumori è ” musica sperimentale” e qualunque imbecille in preda a convulsioni su un palcoscenico fa “teatro gestuale”…!

In una antologia di poeti americani contemporanei (“Poesia americana oggi” – Ed. Newton Compton 1982) c’è una poesia di Clark Coolidge intitolata “Which which” (quale quale). In questa poesia non c’è altro che la parola “which” ripetuta 47 volte, ma andando opportunamente a capo. La suddetta antologia è presentata come una raccolta dei “testi più significativi per gli anni ottanta”.

Molti anni fa venne presentata ed esposta alla Biennale di Venezia un’opera di Manzoni dal titolo “Merda d’artista”. Il titolo dell’opera indicava esattamente il contenuto della scatoletta. Tale “opera d’arte” venne acquistata qualche anno dopo da un anonimo collezionista per la somma di 5 milioni. Pare altresì che una copia di tale opera sia presente anche in un museo di New York ! Altro che noia, altro che serietà! Oggi, a sentir parlare di cultura, viene proprio voglia di sbellicarsi dalle risate. Cultura? No, grazie. O almeno, non di quel tipo!
Riferimenti: (Torre di Babele)

3 commenti a “Cultura ? No, grazie…”

  1. x scrive:

    No non è questo il punto… Il segreto secondo me è essere colti, senza dire di esserlo o di fare cultura. E diffidare da ogni altra cosa. Il cervello è la cosa che più ci differenzia dagli altri animali, quindi secondo me è l’unico che deve essere davvero privilegiato. Essere intelligenti è importante, più di essere colti, ma è più difficile da ottenere, e dipende anche da fattori genetici. Comunque non è modificabile in tarda età, ed anche gli intelligenti se non hanno dati su cui eleborare, non fanno gran che. Quindi di sicuro una certa cultura è sempre ben accetta.

  2. Renata scrive:

    Vero,
    spesso la cultura viene barattata con l’uso selvaggio di una terminologia ricercata
    l’apparire senza l’essere
    la forma senza sostanza
    un po’ di umiltà per favore …
    inizia da qui la vera capacità del saper apprendere e com-prendere
    vomitare parole non digerite non serve a nessuno
    solo all’inutile narciso che le usa come paravento della propria pochezza esistenziale.
    Stupire con effetti speciali!
    Roba da campagna pubblicitaria quindi ben lontana dal tempio del sapere
    Cultura è diventato sinonimo di nozionismo
    un disordinato e inutile bolo di parole
    da tirar fuori al momento opportuno per fare bella figura…ma con chi?
    Questa non è cultura ed io ne faccio volentieri a meno
    che noia tutti questi professori in cattedra!!!!

    “Cultura? No, grazie…!”

  3. Fragmenta scrive:

    caro Giano
    Apprezzo il tuo articolo, derisorio nei confronti della cultura spazzatura. Mi permetto di modificare la tua conclusione:Cultura? No, grazie…se è spazzatura. Non si sa mai. Qualcuno potrebbe prendere una svista.
    Con affetto
    Fragmenta

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