Pipaioli d’Italia

di , 18 Dicembre 2011 15:42

Fra le tante nuove tasse che ci stanno cadendo addosso una spicca per la sua bizzarria: la tassa sul tabacco. Ma non sulle sigarette, no, sul trinciato, quello che si usa per fumare la pipa o per confezionare le sigarette a mano con le cartine. Ora immaginate quanti siano gli italiani che fumano la pipa o confezionano le sigarette a mano ed avrete l’idea di quanto sia incisiva questa tassa. Eppure, se l’hanno inserita è perché devono essere convinti che per recuperare chissà quali ingenti somme per risolvere la crisi la tassa sul tabacco da pipa sia determinante. Sì, i pipaioli salveranno l’Italia.

I milanesi sono fottuti

di , 15 Dicembre 2011 14:15

Poveri milanesi, non riescono a liberarsi delle polveri sottili che hanno di gran lunga superato il livello di guardia consentito dalla legge. Ci provano con interventi estemporanei come il blocco del traffico, giusto per far finta di occuparsene, ma non risolvono il problema. Il fatto è che se anche queste polveri sottili si mantenessero al di sotto della soglia di rischio non è che scompaiono o fanno meno male. No, ci sono sempre e fanno sempre male. Resta, però, una piccola consolazione: Ci si avvelena sì, ma entro il limite di legge.

Ma non basta. Secondo una recente indagine effettuata su decine e decine di città nel mondo, al fine di accertare l’influenza dell’ambiente sulla qualità e durata della vita, Milano risulta ancora maglia nera, A Milano, a causa dell’inquinamento, si vive tre anni di meno.

Ed infine una notizietta di quelle che passano veloci e senza destare particolare interesse, ma che dovrebbe preoccuparci e non poco.  Eccola: “Lo smog inquina la mente“: “L’inquinamento ambientale delle citta’ contamina anche la nostra mente causando problemi di apprendimento e memoria e addirittura disturbi dell’umore come la depressione. Lo rivela una ricerca diretta da Laura Fonken della Ohio State University presso Co.”

Non solo siete inquinati e avvelenati, siete anche “contaminati mentalmente“. Cari milanesi, mi sa che siete davvero fottuti…

Michele flop flop

di , 10 Dicembre 2011 16:54

Dopo la prima puntata di Servizio pubblico di Santoro i quotidiani gridavano al miracolo e titolavano: “Boom di scolti, 12%“. Poi, puntata dopo puntata, gli ascolti sono calati. Alla quarta puntata erano già scesi a 8%, perdendo un terzo degli spettatori iniziali. L’ultima puntata registra una caduta verticale, fermandosi al 5%. Più della metà degli spettatori della prima puntata lo hanno abbandonato, non lo guardano più. Forse hanno capito, finalmente, chi sia davvero questo tribuno-vittima-milionario mediatico e che è meglio lasciarlo sulle sue gru a rinfrescarsi le idee.

Di questo passo finiranno per vedere il programma in quattro gatti. Anzi, registrano la puntata e poi se la guardano fra loro stessi; conduttori, inviati speciali, ospiti, pubblico, tecnici e qualche amico di passaggio. Forse cambieranno anche il titolo: non Servizio pubblico, ma “Visioni private“.

La banana islamica

di , 9 Dicembre 2011 21:47

Notizia curiosa riportata oggi sulla stampa in rete. Sembra che in Iran sia vietato alle donne mangiare la banana intera, come si fa in tutto il mondo, perché il frutto esotico costituisce un richiamo troppo esplicito all’organo sessuale maschile. Sic! Possono mangiarla solo riducendola in pezzetti molto piccoli. Oppure, forse, in frullato. Ma c’è ancora qualcuno convinto che questa gente possa integrarsi col mondo occidentale?

 

Fiorello, Benigni e la crisi

di , 7 Dicembre 2011 14:36

Fiorello ha fatto il boom, record di ascolti. E da giorni i media esaltano la sua bravura ed il successo del programma. Già, siccome, però, siamo in tempi di crisi profonda, ci aspetta un futuro di “lacrime e sangue“,  tutti dobbiamo fare sacrifici e ci prepariamo a pagare una caterva di nuove tasse, qualcuno potrebbe chiedersi: ma quanto ci è costato Fiorello?

Secondo stime attendibili il costo delle quattro puntate sarebbe di circa 12 milioni di euro. Il solo compenso di Benigni per la sua partecipazione, secondo i soliti parametri, sarebbe intorno ai 400.000 euro. Alla faccia della crisi. Pare che il comico, fra le tante banalità ormai  scontate e ripetitive su Berlusconi, abbia fatto questa battuta: “Monti è ricco di suo, Berlusconi è ricco di nostro“. Questa poteva risparmiarsela, perché se c’è qualcuno che è diventato miliardario grazie a noi, agli spettatori che lo seguono al cinema, in teatro ed in TV, e che, quindi, è “ricco di nostro”, è proprio lui, Benigni.

Ma la RAI non sembra minimamente sfiorata dalla crisi. In Rai tutto è sovradimensionato, sovrastimato e superpagato. Dai favolosi compensi dei conduttori ai compensi e rimborsi della compagnia di giro: ospiti fissi di professione, esperti tuttologi, opinionisti, ospiti saltuari e varia umanità di passaggio. Si spende e si spande a piene mani. E si possono spendere una ventina di miliardi di vecchie lirette per allietare le serate dei poveri italiani tartassati. Alla Rai è sempre tempo di vacche grasse.

A questo punto, però dovrebbero cambiare il simbolo dell’azienda. Al posto del cavallo dovrebbero mettere due belle mucche al pascolo.

Pensieri molleggiati

di , 2 Dicembre 2011 13:25

Silenzio: parla Celentano. No, forse è meglio dire: “Parla Celentano: silenzio”. Sì, perché la caratteristica di Adriano è proprio il silenzio. L’aspetto più celebre dei suoi monologhi televisivi sono proprio quelle lunghissime pause durante le quali sembra che stia facendo chissà quali profonde riflessioni. In realtà è solo che non sa cosa dire o non se lo ricorda.

Bene, ora i media ci informano che Adriano ha deciso di aprire un blog ed una pagina facebook. Immagino che, fedele al suo stile, al posto dei messaggi potranno esserci dei grandi spazi vuoti. Saranno un luogo di riflessione, ma non sui pensieri del molleggiato. Saranno occasione di riflessione per i fan che potranno sbizzarrirsi cenrando di immaginare quale recondito significato si celi in quegli spazi vuoti.

Il nostro predicatore silenzioso sta cercando da tempo di inventarsi e proporsi come pensatore. Ma la capacità di pensare non è da tutti e, se non ce l’hai, non te la puoi inventare. Celentano ed il pensiero si inseguono da tempo, ma raramente si incontrano.

Silenzio Spagna

di , 30 Novembre 2011 15:33

Quando Zapatero vinse le elezioni fu salutato con grande entusiamo dalla stampa di sinistra che lo osannava come grande riformatore che avrebbe portato giustizia, prosperità e ricchezza. Una specie di faro di riferimento per l’Europa intera. E , per lungo tempo, tutto ciò che lo riguardava trovava ampio spazio nelle prime pagine. Poi, col passare del tempo, l’entusiasmo iniziale è un po’ scemato, quando si sono resi conto che quella specie di sosia spagnolo di Mr. Bean non era quel grande statista che sembrava e che il governo socialista si dimostrava un fallimento totale.

Di recente in Spagna si sono svolte le elezioni. Il partito socialista è crollato, toccando il minimo storico, ed il partito popolare ha stravinto ottenendo la maggioranza assoluta in Parlamento. La notizia è stata data senza troppo clamore, nemmeno in apertura, ma a metà pagina. Ed il giorno dopo era scomparsa del tutto. In rete non c’è più traccia. Il fatto è che se vince il centro destra non si deve dare troppo spazio, meglio minimizzare e non parlarne. Così hanno decretato il silenzio stampa. O meglio, il silenzio Spagna.

Stampa: cambia la musica

di , 28 Novembre 2011 10:01

Quando si insedia un nuovo governo è il momento giusto per osservare un fatto curioso: il cambio di tono, di registro, di atteggiamento della stampa. Durante il dibattito parlamentare sulla manovra di risanamento l’opposizione scatenata accusò il governo di essere direttamente responsabile della crisi, dell’aumento dello spread, del crollo della borsa e della speculazione finanziaria. Il lunedì successivo la borsa scivolò a -3%. Ed i giornali titolavano: “Borsa in calo: boccia la manovra“. Rimarcando un rapporto diretto fra l’andamento della borsa e l’azione di governo. Per pura ironia il giorno dopo la borsa era in rialzo + 3%. Ma nessuno scrisse “Borsa in rialzo: approva la manovra”. Strano, vero?

La responsabilità diretta di Berlusconi è stato l’argomento forte per chiederne le dimissioni. Linea sposata in pieno e sostenuta da gran parte della stampa italiana che ogni giorno in apertura dedicava ampio spazio ai cori lamentosi delle prefiche ed alle Cassandre che annunciavano sciagure imminenti. “Siamo ad un passo dal burrone“, tuonava Montezemolo. E la Marcegaglia, ancora più tragica: “Siamo nel baratro. Il paese è in rovina“. “Siamo in piena emergenza. Berlusconi deve dimettersi“. urlavano tutti stracciandosi le vesti.

Poi Berlusconi si è dimesso e si è insediato Monti. E parte il nuovo corso della stampa. Lunedì scorso la borsa fa il tonfo a -5%. Ma nessun giornale titolava  ”Crolla la borsa: boccia il governo Monti”. No, sembra che di colpo tutto ciò che era responsabilità diretta di Berlusconi non riguardi minimamente Monti. Spread, borsa, speculazione finanziaria, sono diventati fattori avulsi dal contesto politico. Si è passati dal costante e quotidiano attacco a Berlusconi al perfetto idillio con Monti. Eppure il nostro premier “tecnico” non ha fatto ancora niente se non rilasciare ogni giorno qualche dichiarazione di buone intenzioni. Niente provvedimenti urgenti, se ne parlerà in cdm solo fra una settimana, il 5 dicembre.

Ma ormai non c’è fretta, si può procedere con tutta calma. Berlusconi si è dimesso, il più è fatto. Non c’è più emergenza, sono scomparsi baratri e burroni e dove c’era una paese in rovina ora scorrono fiumi di latte e miele e la popolazione in festa gode una primavera perenne. Tanto che anche la pastorella Heidi, un po’ invidiosa, sembra decisa ad abbandonare i monti che sorridono e le caprette che fanno ciao e trasferirsi a Sesto san Giovanni per godersi in pieno le delizie del nuovo Eden italico.

Qualche tempo fa, Pierluigi Battista, in un video commento su Corriere.it, parlando della manipolazione dell’informazione e dell’uso strumentale che i giornali fanno delle notizie, avvertiva: “Non credete a quello che scrivono i giornali“. E se lo dice un autorevole editorialista del Corriere c’è da credergli. No, certa stampa non è seria, né onesta, nè corretta, né attendibile. E’ molto più serio il giornalino delle Giovani marmotte.

Primavera araba

di , 22 Novembre 2011 13:14

Bella la primavera araba. Magari un po’ vivace e turbolenta, però si sa che ormai le stagioni sono bizzarre ed anche la primavera non è più quella di una volta. Così in Egitto, fatto fuori il dittatore Mubarack ed i cattivi del regime, ora comandano i buoni, una giunta militare. E per dimostrare che sono buoni ogni volta che c’è una protesta popolare la polizia spara direttamente sui manifestanti causando 30 o 40 morti e centinaia di feriti. Ma i morti non creano problemi. Come ha mostrato un video, i cadaveri vengono gettati direttamente nella spazzatura, fra i rifiuti vari. Si vede che in Egitto non fanno ancora la raccolta differenziata.

Africa for Italy

di , 19 Novembre 2011 19:12

Stiamo attraversando una crisi profonda e difficile da superare. Per fortuna, però, non siamo soli. Possiamo contare sul sostegno e gli aiuti concreti di paesi amici. L’Egitto, per esempio, ci ha appena inviato un barcone carico di 170 immigrati i quali, notoriamente, sono una preziosa risorsa umana ed una ricchezza. Altre preziose risorse umane ci arriveranno prossimamente da Algeria, Tunisia e Libia e  daranno un notevole contributo al superamento della crisi.  Una generosa mobilitazione generale dei paesi africani per dare un aiuto concreto alla nostra povera Italia disastrata. Una specie di iniziativa umanitaria “Africa for Italy“. Grazie…

Governo tecnico

di , 16 Novembre 2011 18:12

Abbiamo un governo di tecnici. Bene, così gli italiani potranno sempre chiamarli per dare una controllatina all’impianto luci o alle caldaie. Ha tutta l’aria di un raduno di vecchie conoscenze e di amici fidati che si ritrovano di colpo, per miracolo, a governare il paese senza aver ricevuto alcun mandato popolare. Vanno direttamente all’arrivo senza passare nemmeno per il via. Il potere affidato ad una ristretta cerchia di fedelissimi scelti direttamente dal comandante in capo. Un po’ come Artù ed i cavalieri della Tavola rotonda o come Gesù ed i 12 apostoli.

Peccato che questo golpe presidenziale non abbia alcuna attinenza con i principi di formazione del governo in un sistema democratico. Se è corretto il metodo Napolitano-Monti, non lo è quello democratico. Uno dei due è necessariamente sbagliato. Eppure, a parte poche voci discordi, tutti sembrano non farci caso, anzi esultano per questa anomalia unica nella storia della Repubblica e dei paesi democratici occidentali. Compresi quelli che quotidianamente si ergono a strenui difensori della democrazia e della Costituzione.

Si dice, però, che il governo Monti contribuirà a tranquillizzare i mercati finanziari ed abbassare lo spread. Ce lo auguriamo, anche perché c’è tanta gente che ha già la glicemia alta, la pressione alta, il colesterolo alto; avere anche lo spread alto sarebbe un dramma. Auguri…

Tassisti di Stato

di , 13 Novembre 2011 16:41

Sono quelli specializzati nell’inventare nuove tasse, imposte e balzelli vari. Il nuovo governo non si è ancora insediato e già si parla di “lacrime e sangue“. Patrimoniale, reintroduzione dell’ICI e nuove tasse. Cominciamo bene. Quando in una famiglia normale le entrate non garantiscono il mantenimento di un certo tenore di vita, si limitano o si eliminano le spese voluttuarie, superflue e non necessarie. Lo Stato no, applica una sua ricetta, sempre quella, sempre la stessa: non ridurre le spese, ma aumentare le entrate. Pur di non ridurre gli sprechi di denaro pubblico e toccare benefici e privilegi acquisiti, si aumentano le tasse. Ma per fare questo non c’è bisogno di avere un grande economista alla guida di un governo speciale. Saprebbe farlo anche lo scemo del villaggio.

Governo

di , 11 Novembre 2011 23:07

Tutti in attesa del nuovo governo. Ma non è chiaro come sarà, visto che tutti sembrano avere in mente una cosa diversa e lo chiamano in diversi modi: governo di unità nazionale, governo tecnico, governo di emergenza nazionale, governo istituzionale, governo di transizione, governo di larghe intese. Sembra che un governo che sia solo “Governo” non si possa fare. Bisogna aggiungere qualcosa che lo qualifichi meglio. Allora tanto vale fare un governo che sia semplicemente un “Governo serio“. No?

Silvio ci rovina

di , 10 Novembre 2011 17:13

Berlusconi si dimette, con grande soddisfazione, giubilo, gaudio e tripudio degli avversari. Ma c’è una categoria che non solo non gioisce, ma è letteralmente nel panico: i comici. Ci hanno campato per anni, andavano sul sicuro, Berlusconi era il loro pane quotidiano garantito, una specie di assicurazione sulla vita. Se Silvio lascia di cosa parleranno? E’ una catastrofe, praticamente sono rovinati.

Alcuni stanno già pensando di riciclarsi in altre attività. Sabina Guzzanti, data la sua dimestichezza con le aragoste, aprirà un banco del pesce ai mercati generali. Serena Dandini, fedele al suo motto “Parla con me…” si dedicherà al volontariato ed attiverà una linea telefonica gratuita per l’ascolto ed il conforto di comici in crisi e depressi. Maurizio Crozza farà il testimonial per una nota casa produttrice di preservativi. Data la grande somiglianza della sua testona pelata con “l’utilizzatore finale” del prodotto, basterà infilargli in testa un preservativo extra-extra large e l’effetto è assicurato: testimonial perfetto.

Sì, ma tutti gli altri? Sembra che per cercare di sopravvivere abbiano fondato una compagnia comica itinerante, la “Iena ridens“, e si esibiranno nei grandi allevamenti avicoli improvvisando spettacolini per far ridere i polli.

Riscaldamento globale

di , 8 Novembre 2011 17:29

Mentre siamo ancora in allarme per alluvioni, frane, smottamenti e nubifragi, suona quasi beffarda la notizia sul riscaldamento del pianeta rilanciata in questi giorni sulla stampa. Eppure è ormai certo che la Terra si stia lentamente riscaldando, La prova determinante è costituita dalla progressiva riduzione nel tempo delle dimensioni della biancheria intima. Ecco l’inconfutabile prova scientifica: le mutande.

Ricetta anticrisi

di , 6 Novembre 2011 20:37

Le misure adottate dal Governo per superare la crisi non convincono e non soddisfano l’opposizione che, pertanto, avanza una serie di proposte alternative. Ecco, in sintesi, le ricette anticrisi proposte dai diversi schieramenti politici.

Bersani: “Berlusconi deve dimettersi”. Di Pietro: “Berlusconi deve dimettersi”. Casini: “Berlusconi deve dimettersi”. Rutelli: “Berlusconi deve dimettersi”. Fini: “Berlusconi deve dimettersi”.

L’opposizione non brilla certo per inventiva e capacità propositiva. Le ricette sono molto simili, anzi sono proprio identiche. Sembrano partorite dall’unica mente di un cuoco dotato di scarsa fantasia. Forse non è nemmeno un cuoco, magari è solo lo sguattero di cucina.

Santoro flop: il lato B

di , 4 Novembre 2011 17:46

Dopo giorni e giorni di pompaggio mediatico, è arrivato il gran giorno del ritorno di Santoro in TV. Ed oggi è tutto un fiorire di lodi sperticate e di grande soddisfazione per il “Boom di ascolti“. La prima puntata ha realizzato il 12% di ascolti. Questo è il lato A, quello su cui tutti si soffermano e che mettono in bella evidenza. Ma esiste anche un lato B, eccome se esiste. Anzi, se vogliamo in qualche modo difenderci dalla manipolazione delle informazioni, dovremmo imparare a considerare sempre l’altra faccia della medaglia.

Il lato B di Santoro, quello che resta in ombra, nascosto, di cui nessuno parla, è questo. Se è vero che il programma è stato seguito dal 12% di spettatori, significa, matematicamente, che l’88% degli spettatori non ha visto Santoro, non lo segue, non lo guarda, non lo ascolta, non lo cerca, non lo pensa proprio. A rigore, quindi, non ci sarebbe niente di strano se oggi qualche quotidiano titolasse: “Santoro flop: l’88% degli spettatori non lo guarda“.

Un dato preoccupante. Decisamente il lato B di Santoro non è proprio esaltante. Ma nessuno lo dice. Questo dato è vero, inequivocabile, matematico, ma non si deve dire. Non giova alla causa. Sui media vige la legge della prevalenza delle minoranze, di gruppi e gruppetti di contestatori in servizio permanente. Bastano quattro sfigati con un cartello in strada e diventa “protesta popolare“. E finisce in prima pagina. Mai una volta che finiscano in prima pagina milioni di italiani che ogni giorno si alzano, vanno al lavoro, producono e tirano la carretta. Anche questa è l’altra faccia della medaglia, quella che resta in ombra, quella di cui non si parla, quella che sembra non esistere.

Dice Santoro che bisogna “Scassare la casta“. Forse è l’ultima cosa che gli resta da scassare. Tutto il resto, infatti, lo ha già abbondantemente scassato. Specie a quell’88% che non lo guarda e non se lo fila per niente.

Baby precari

di , 31 Ottobre 2011 16:04

Così come esistono le pensioni baby, esistono anche i precari baby. O meglio, i baby disoccupati. Ce lo ricorda la solita statistica Istat che stamattina occupava le prime pagine dei quotidiani con un titolo preoccupante: In Italia il tasso di disoccupazione dei giovani, fra i 15 ed i 24 anni,  è pari al 29,3%. Uno su tre è senza lavoro. A 15 anni non hanno ancora imparato a pulirsi il sederino, ma sono già precari precoci. Niente di nuovo, la notizia continua ad essere riproposta con frequenza mensile, giusto per ricordarci che siamo sull’orlo del baratro o, come dice la Camusso, “Il paese è in macerie“.

Eppure basta vedere l’altra faccia della medaglia per leggere la notizia in maniera del tutto diversa. Se è vero che un giovane su tre è disoccupato, significa che…due ragazzi su tre hanno un’occupazione. In periodo di crisi globale in cui anche gli adulti con lunga esperienza lavorativa, specializzazioni e competenze specifiche, nel caso perdano il lavoro, hanno difficoltà a trovare nuova occupazione, il fatto che due giovani su tre, entro i 24 anni, abbiano un’occupazione è quasi un miracolo. Questa sarebbe, a rigore, la notizia da sparare in prima pagina.  Invece, poiché è più utile alla causa catastrofista, la notizia da evidenziare è quella sui ragazzini quindicenni disoccupati.

Ora, considerare “disoccupato“ un ragazzino quindicenne che forse non sa nemmeno cambiare una lampadina di casa, è semplicemente ridicolo. Ma nessuno ci fa caso perché ormai la stampa ed i media hanno superato ogni limite di decenza e la distorsione dei fatti e della realtà è il loro pane quotidiano. Temo, tuttavia, che insistere sui ragazzini disoccupati sia un modo per nascondere una verità ancora più allarmante. Questa: in Italia, fra il bambini delle scuole elementari e scuole materne, il tasso di disoccupazione è pari al 100%. Una catastrofe!

 

Arene e pollai

di , 30 Ottobre 2011 18:46

Il programma di Massimo Giletti, l’Arena, porta all’esasperazione quella che sembra essere una caratteristica inevitabile dei talk show e dei salotti televisivi, dove gli ospiti di turno (ma sono sempre gli stessi, la compagnia di giro dei tuttologi) discutono di un qualunque argomento. Tutti si interrompono a vicenda continuamente, si parlano addosso e cercano di urlare più forte degli altri. Risultato: non si capisce niente. Sembra un serraglio di gallinacei giulivamente starnazzanti. Giletti dovrebbe cambiare nome al suo programma. Non l’Arena, ma “Il pollaio“.

Fiamme d’amore

di , 29 Ottobre 2011 17:07

Finita la love story Clooney-Canalis, non passa giorno che i media non ci aggiornino sui nuovi amori. Così, già da tempo, quotidianamente vediamo le foto di Clooney in compagnia della “nuova fiamma“. Non è da meno la Canalis che, per non perdere tempo, ha incontrato un attore di colore e ne ha fatto la sua “nuova fiamma“.  Le relazioni sentimentali dei personaggi dello spettacolo ricordano i prodotti al supermercato: hanno l’indicazione della scadenza “Consumare preferibilmente entro il…“. O, peggio ancora, come la carta igienica: usa e getta.

Hanno le fiamme ballerine, si accendono e si spengono facilmente. In compenso, questi Vip si consolano presto, spenta una fiamma ne accendono un’altra. Ma non saranno pericolose tutte queste fiamme? Mah, forse si portano appresso, per precauzione, un piccolo estintore tascabile. E ogni tanto danno uno sguardo al timer per controllare che la fiamma non sia già scaduta.

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